La felicità della meditazione o la meditazione della felicità?

La felicità della meditazione o la meditazione della felicità 2

10 minuti di meditazione al giorno possono renderci il 10% più felici, ecco come e perché.

Una ricerca dal titolo Just think: The challenges of the disengaged mind ha dimostrato che i pensieri che facciamo sono fastidiosi e spesso dannosi, infatti molti partecipanti allo studio hanno preferito ricevere una scossa piuttosto che stare da soli in una stanza in balia dei propri pensieri. Ecco perché cerchiamo sempre di fare qualcosa e di tenerci occupati pur di non pensare, ma appena ci fermiamo, subito pensiamo a quello che abbiamo fatto oggi, a quello che faremo domani e vengono a galla tutti i nostri desideri, i nostri giudizi e una serie di altri pensieri velocissimi che continuano a “frullarci” in testa.

Ma come si può rallentare questo fiume di pensieri? Andy Puddicombe, ex monaco buddista, lo ha capito ed è anche diventato milionario, infatti ha inventato Headspace una app scaricabile su tutti i dispositivi mobile che insegna a meditare. La app è stata scaricata da più di due milioni di persone tra cui moltissimi personaggi famosi.

(video TED di Andy Puddicombe in inglese con sottotitoli in italiano).

La meditazione non è niente di magico in grado di farci “levitare” ma è semplicemente un esercizio; infatti come quando andiamo in palestra a far crescere i muscoli così facciamo meditazione per far sviluppare la nostra mente affinché si calmi.

Una studio pubblicato su il “Journal of American Medicine” dal titolo Meditation Programs for Psychological Stress and Well-being ha analizzato una serie di ricerche relative alla meditazione ed ha evidenziato quanto la meditazione possa aiutare le persone che soffrono di ansia, depressione e dolore a migliorare il loro stato di salute psicofisica. Altre ricerche hanno dimostrato che la meditazione può servire a dormire meglio come anche a ritrovare il buonumore. La stessa azienda Google impartisce corsi sulla meditazione ai propri dipendenti così come nell’esercito americano vengono insegnate tecniche di meditazione oltre ovviamente a quelle di combattimento.

Una ricerca presso l’Università di Harvard dal titolo Meditation’s positive residual effects aveva confrontato le risonanze magnetiche di persone che praticavano la meditazione rispetto a coloro che non lo facevano. Grazie a questo studio si è evidenziato che chi praticava meditazione aveva rallentato alcuni processi dell’amigdala migliorando la propria stabilità emozionale e diminuendo quindi lo stress (tale effetto perdurava anche 8 settimane dopo che si era smesso di meditare).

Una ricerca simile alla precedente, fatta stavolta presso l’Università di Yale dal titolo Meditation experience is associated with differences in default mode network activity and connectivity, ha evidenziato come la pratica della meditazione fosse in grado di diminuire l’ansia e lo stress.

Nonostante le moltissime ricerche la meditazione è ancora vista dai più come un qualcosa di trascendentale e di mistico che ricorda un po’ gli hippies anni 70. Andy Puddicombe sta cercando di modernizzarla , anche se fin troppo, infatti il magazine “New Yorker” ha definito la meditazione di Puddicombe una sorta di “McMeditazione” nel senso che millenni di pratica sono stati banalizzati per renderla più appetibile alle esigenze del mercato digitale mordi e fuggi.

Ma allora perché dovremmo iniziare a praticare la meditazione?

La parola a… Dan Harris noto anchorman americano della TV ABC che dopo aver avuto un attacco di panico in diretta televisiva, grazie alla meditazione è riuscito a ritrovare la serenità e pace interiore e come dice lui stesso ad aumentare del 10% la propria felicità ed è per questo che ha scritto il best seller: 10% Happierdove racconta la sua storia.

Ecco come Dan Harris suggerisce di praticare la meditazione (vedi intervista):

1) Sedetevi, chiudete gli occhi e tenete la schiena ben dritta.

2) Fate attenzione al vostro respiro e fate ben attenzione a cosa sentite e a cosa provate (le vostre sensazioni) sia quando inspirate che quando espirate.

3) Quando iniziate a pensare a qualcosa, riportate la vostra attenzione sul vostro respiro. Fatelo ogni qualvolta divagate, è questo il segreto della meditazione.

Non è facile, ci proverete un milione di volte e un milione di volte divagherete, ma ogni volta dovete riprovarci. È semplicissimo ed è tutto qui.

Le cose brutte della mia vita continuano ad essere brutte, la meditazione non le migliora, ma mi aiuta a non continuare a “ruminarci” sopra. Noi siamo convinti che la nostra felicità sia dovuta a delle circostanze esterne del tipo quanto guadagniamo, se abbiamo un matrimonio felice etc. etc. L’idea che sta alla base della meditazione è invece che la felicità si autoalimenta e non dipende da circostanze esterne. Potete sviluppare la vostra felicità come sviluppate i vostri bicipiti in palestra.”

Buona mente e buona meditazione!!

Immagine Credit: Elwillybobby

Se vi è piaciuto l’articolo condividetelo sui vostri social…grazie.

Vi interesserebbe leggere altri articoli sullo stesso argomento? Cliccate qui.

Privacy Policy Licenza Creative Commons
AudiMente di Massimo Lattes è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 4.0 Internazionale.
Based on a work at www.audimente.it.