Ma è proprio vero che sbagliando si impara?

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Apprendiamo di più quando sbagliamo qualcosa e quindi evitiamo di ripeterlo di nuovo oppure quando veniamo premiati per qualcosa che invece abbiamo fatto bene?

Un esperto è uno che ha fatto tutti gli errori possibili nel suo campo.”
Niels Bohr –

Alzi la mano chi non si reputa un perfetto “esperto” in qualcosa 🙂 A volte impariamo dai nostri errori ed a volte invece continuiamo a ripeterli, ma perché? Mio papà è sempre stato un convinto sostenitore dello “sbagliando si impara” infatti quando ero piccolino mi ripeteva sempre che il fuoco bruciava ma io non lo ascoltavo mai ed anzi continuavo a volerci giocare, allora un giorno mi diede un fiammifero in mano e mi disse: “Accendilo” ed io ovviamente mi bruciai; in quel momento capii che col fuoco non si scherzava affatto. Grazie all’errore infatti il nostro cervello ha l’opportunità di imparare. L‘errore è insomma un’esperienza costruttiva o come sostiene il chitarrista Vic Johnson: “Nella vita, non ci sono errori, solo lezioni”. Se si vuole conoscere un metodo per imparare meglio si legga l’articolo.

In diverse ricerche è stato dimostrato che la mente umana apprende attraverso due metodi. Il primo è quello di apprendere per evitare un’esperienza negativa già vissuta, quindi una sorta di allenamento del cervello per evitare di ripetere i medesimi errori o sbagli (vedi il fiammifero che mi ha bruciato). Il secondo metodo di apprendimento è invece quello legato alla ricompensa cioè quando il cervello si sente premiato ogni qualvolta svolge un determinato compito che gli da una gratificazione (ad esempio prendere voti alti a scuola). Ma che cosa è realmente l’apprendimento? Si legga l’articolo.

Una ricerca fatta presso l’Università del Sud California (USC) e pubblicata sulla rivista “Nature Communications” ha scoperto che il primo metodo di apprendimento – quello legato all’errore – è anche quello più sviluppato ed utilizzato dalla nostra mente infatti il nostro cervello è più predisposto ad imparare dai propri errori piuttosto che dai premi e gratificazioni e quindi l’errore può essere visto come un’esperienza positiva e costruttiva, “ma se invece sbagli due volte è stupidità oppure amore” vedi il tweet del @contenudo.

Uno degli autori della ricerca, il dottor Giorgio Coricelli, così infatti scrive: “Abbiamo dimostrato che, quando si sbaglia in determinate circostanze, cioè quando il nostro cervello ha abbastanza informazioni per contestualizzare i motivi dell’errore, allora è più propenso ad imparare per non commettere di nuovo quel errore”.

La ricerca, condotta su un campione formato da individui di entrambi i sessi di età compresa tra i 26 e 27 anni circa, era stata organizzata come un gioco il cui scopo era quello di guadagnare il più possibile rispondendo in maniera corretta ad una serie di domande basandosi sui propri errori commessi precedentemente.

Sempre il dottor Coricelli sostiene che il primo processo di apprendimento cioè quello tramite errore o sbaglio, è simile a quello che avviene nel nostro cervello quando nasce un’emozione di rimpianto per qualcosa che abbiamo fatto e di cui ci pentiamo. Così infatti lo stesso Coricelli: “Quando siamo dispiaciuti di un nostro comportamento passato nel nostro cervello scatta un qualcosa che in futuro ci aiuterà a non commettere di nuovo quel medesimo comportamento” o almeno così dovrebbe essere.

A proposito di emozioni un’altra ricerca, sviluppata questa volta presso l’Università di Toronto e pubblicata sulla rivista “Emotion”, sostiene invece che le emozioni positive, specialmente quelle legate allo stupore e alla meraviglia (ad esempio quando siamo immersi in mezzo alla natura o siamo persi davanti ad un bel quadro od ancora ascoltiamo della buona musica) ci aiutano a combattere gli stati infiammatori del nostro organismo come possono ad esempio essere i dolori articolari, alcuni tipi di depressioni od anche l’Alzheimer. Infatti i ricercatori hanno scoperto che lo stupore va ad intaccare e quindi a diminuire i livelli della citochina che è appunto quella proteina legata agli stati infiammatori.

Io continuo a stupirmi. È la sola cosa che mi renda la vita degna di essere vissuta.” – Oscar Wilde –

Oltre che a diminuire le infiammazioni stare in mezzo la natura ci rende anche più felici vedi l’articolo; se invece si vogliono conoscere tutti i benefici della musica allora si legga l’articolo.

Buona mente, buon errore e buono stupore!!

Massimo

Immagine Credit: Clipart Kid

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