Automotivarsi con tre semplici parole

Come riuscire a motivarsi quando si è in difficoltà? Qual è la tecnica migliore per realizzare i buoni propositi di inizio anno? Cosa possiamo dirci per motivarci di più?

Ogni fine anno sempre la stessa storia, facciamo il punto dell’anno che sta terminando ed elenchiamo le cose che non vanno e che vorremmo cambiare.

Ogni inizio anno sempre la stessa storia, ci carichiamo di moltissimi buoni propositi che poi, tempo qualche settimana, lasceremo “irrimediabilmente” dimenticati nel cassetto insieme a quel calzino che non troviamo più da anni 😉

Riuscire a realizzare i buoni propositi non è poi però così difficile; basta infatti seguire le 6 semplici regole suggerite dall’A.P.A. (Associazione degli Psicologi Americani) spiegate in questo articolo. Ma, regole a parte, esistono delle parole o frasi da ripetersi in quei momenti in cui si ha bisogno di una sana “sferzata” motivazionale? Esistono eccome e sono state scoperte grazie ad una ricerca in cui sono state investite parecchie risorse; basti pensare che questo studio è stato condotto da ben 8 ricercatori presso 4 Università inglesi (Wolverhampton University, Sheffield University, Canterbury University e Coventry University) in collaborazione con la BBC Lab Uk (istituto di ricerche sociali di proprietà della televisione pubblica inglese).

Gli 8 ricercatori hanno infatti confrontato tre tecniche motivazionali (già precedentemente dimostrate in altrettante ricerche) per capire quale di queste tecniche fosse quella migliore per superare un momento di stress ed hanno scoperto che quella più efficace era quella in cui i volontari, ogni volta che si trovavano in difficoltà, si ripetevano queste tre “fantastiche paroline”: “Posso farlo meglio” (infatti credere di riuscire a fare qualcosa meglio ci porta davvero a farlo meglio vedi articolo).

Dopo aver reclutato 44.000 volontari, gli 8 ricercatori li hanno suddivisi in tre gruppi a cui hanno insegnato una tecnica motivazionale diversa (una per ogni gruppo) e, una volta imparata, hanno chiesto ai volontari di fare un gioco online. Al primo gruppo è stata insegnata la tecnica delle tre paroline “magiche” del “Posso farlo meglio”, al secondo la tecnica dell’immaginazione (cioè immaginare o visualizzare qualcosa che non si è ancora fatto ci aiuta a farla meglio vedi articolo). Per finire al terzo gruppo hanno insegnato la tecnica del “Se.. allora..” : ad esempio: Se non mangio una caramella adesso allora più tardi ne mangerò tre” che poi non è altro che quella tecnica del rimandare una gratificazione immediata per ottenerne una maggiore in seguito (al riguardo si veda l’esperimento delle caramelle marshmallow spiegato in questo articolo).

Gli 8 ricercatori, capitanati dal dottor Andrew M. Lane, hanno scoperto che le prime due tecniche avevano ottenuto risultati similari e nettamente migliori rispetto a quella del Se..allora: “..la tecnica del raccontarsi di poter fare qualcosa meglio e quella dell’immaginazione sono state quelle che più hanno ottenuto migliori risultati nel gioco online rendendo anche i volontari più sereni e tranquilli.”

I ricercatori affermano però che la tecnica del “Posso farlo meglio” è la migliore di tutte perché più facile da mettere in pratica.

Ok continuare a ripetersi che si può fare qualcosa meglio ma, se quel qualcosa non l’abbiamo ancora fatto (ad esempio è da un po’ che vogliamo andare a correre al parco ma tra una cosa e l’altra continuiamo a rimandare), cosa è meglio dirsi? “Domani vado a correre!” oppure: “Domani vado a correre?” in cui l’unica differenza sta nel punto esclamativo ! o di domanda ?

Una ricerca presso l’Università dell’Illinois ha chiesto ad alcuni volontari di completare degli anagrammi (l’anagramma è un gioco enigmistico che consiste nel permutare le lettere che compongono una parola in modo da formarne una o più nuove). Ad alcuni volontari è stato detto di ripetersi la domanda: “Riuscirò a risolvere questo anagramma?” mentre agli altri di continuare a ripetersi: “Risolverò questo anagramma!” e sapete cosa è stato scoperto? Che i volontari che si ponevano la domanda avevano risolto più anagrammi di quelli che invece si erano ripromessi di risolvere tali anagrammi; quindi se vogliamo fare qualcosa è meglio domandarci se saremo in grado di farlo 😉

A proposito di psicologia del linguaggio, lo psicologo James W. Pennebaker, professore di Psicologia Sociale presso l’Università del Texas, così ha commentato la ricerca dell’Università dell’Illinois: “Questo lavoro rappresenta un primo approccio cognitivo sul come e perché un determinato linguaggio usato con se stessi va ad influenzare un’azione futura. Quello che davvero è interessante in questa ricerca è che, utilizzando un tipo di linguaggio rispetto ad un altro, possiamo influire in maniera concreta sui nostri comportamenti”.

(Se cercate altre tecniche di automotivazione le potete trovare in questo articolo, se invece volete accrescere la vostra forza di volontà leggete questo articolo).

Buona mente ma soprattutto buon anno “automotivante”!!

Massimo

Immagine Credit: Sam Antonio Photography

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