Cosa fare quando non ci si vede più dalla rabbia?

Si può gestire la rabbia? Tutto sta nel nostro cervello e come elabora quello che ci succede, basterebbe “soltanto” cambiare il nostro modo di pensare, ecco come.

In questo articolo si era già spiegato come un semplice “Scusa ho sbagliato”, detto al momento giusto, fosse in grado di far riavvicinare le persone facendole smettere di litigare. A volte però succede che siamo talmente arrabbiati che il sangue ci va direttamente alla testa e non ci passa neanche per l’anticamera del cervello di chiedere scusa, e allora che fare? Si possono e/o si devono controllare le emozioni come la rabbia e la collera o bisogna accettarle così come sono ed aspettare che se ne vadano via da sole?

Alcuni (pochi a dir la verità) grazie alla pratica della meditazione ci riescono (vedi articolo), fanno un bel respiro, si concentrano su se stessi et voilà.. sono in grado di tranquillizzarsi ma ahimè non è per tutti e non è così semplice. Infatti a tutti noi è capitata quella volta che eravamo talmente arrabbiati da iniziare a saltare come dei pop corn in pentola. Io fino a qualche anno fa ero campione olimpionico di “salto alla pop corn”, ora vuoi per l’età o forse grazie anche alle ricerche che pubblico su AudiMente – Messaggio AutoPromozionale – sono sceso di categoria anche se ogni tanto un “salto alla pop corn” ci scappa ancora :-) – (vedi ad esempio ieri che avevano parcheggiato davanti al passo carraio di casa e non ho potuto tirar fuori la macchina ed avevano ragione loro oppure stamattina in palestra che si son presi prepotentemente i manubri che stavo usando ed anche in questo caso avevano comunque e sempre ragione loro grrrrr) -.

Uno psicologo ha dedicato gran parte delle propria carriera agli studi sulla gestione delle emozioni tra cui ovviamente anche la rabbia. Questo psicologo si chiama James J. Gross ed insegna presso la Stanford University dove è anche direttore del “Centro di Ricerche Psicologiche”.

Ecco come Gross descrive nel suo libro “Handbook of Emotion Regulation” quello che succede nel nostro cervello quando siamo nel bel mezzo della cosiddetta fase “salto alla pop corn” e proviamo a calmarci: “..nei nostri studi abbiamo constatato che se cerchiamo di sopprimere la rabbia non facciamo altro che attivare quelle regioni del cervello come ad esempio l’amigdala che, al contrario di quanto si pensa, vanno ad abbattere soltanto le emozioni positive.”

E così facendo si rischia di peggiorare la situazione infatti: ”Andando ad intaccare l’amigdala andiamo a rovinare il processo di socializzazione con chi abbiamo di fronte con tutte le conseguenze (negative) del caso. Infatti abbiamo notato che coloro che sostenevano di essere in grado di sopprimere la rabbia erano anche quelli che avevano dichiarato di avere meno relazioni intime perché – detto da loro – finivano sempre con il litigare con tutti.”

Ma allora cosa è consigliabile fare quando non ci si vede più dalla rabbia?

Semplice, distrarci, distrarci, distrarci!!

Infatti il solo pensare (“Contare fino a dieci” dicevano le nostre nonne ed avevano ragione) o fare qualcos’altro è un ottimo sistema per allontanare la rabbia vedi la ricerca presso la Vrije University di Amsterdam.

Riuscire a distrarsi oltre ad allontanare la rabbia è anche un ottimo antistress come viene ben dimostrato nel famoso esperimento di psicologia sociale detto delle marshmallow (vedi articolo).

Negli anni 60 il ricercatore Walter Mischel offrì a dei bambini di 4 anni delle caramelle marshmallow, spiegando loro che potevano prenderne subito una oppure aspettare qualche minuto e mangiarne due. Dopo 14 anni riferì che i bambini che si erano comportati impulsivamente mangiando la caramella erano diventati dei ragazzi con bassa autostima ed un alto livello di frustrazione, mentre quelli che avevano gestito lo stress dell’attesa “distraendosi” si erano trasformati in persone socialmente più competenti e di maggior successo. I bambini dell’esperimento, tra i vari stratagemmi per distrarsi, avevano anche utilizzato il gioco (vedi articolo sulle qualità del gioco) ed il canto (vedi articolo sulle qualità della musica). In quanto a distrazioni dovremmo prendere esempio dai bambini che sono dei maestri!!!

Avete ragione la faccio troppo facile; infatti se state litigando con qualcuno e quel qualcuno vi abbaia addosso peggio di un cane inferocito non avete il tempo – ma soprattutto la voglia – di distrarvi. Giustissima considerazione ma se io vi dicessi che lui si comporta così perché è appena uscito dal tribunale dove gli è stata notificata la sentenza di divorzio oppure che gli hanno appena consegnato la lettera di licenziamento? Voi probabilmente lo vedreste sotto un altro punto di vista, dico male? E magari lo lascereste anche perdere, giusto?!?! Pensereste: “Cavolo ha solo passato una brutta giornata, non ce l’ha con me!!” ed è quello che ho cercato di pensare io ieri dopo essere saltato come un pop corn davanti al passo carraio oppure stamattina in palestra; è stata dura ma alla fine ci sono riuscito. L’ho fatto per me non per loro, perché quando la rabbia arriva ti si appiccica addosso peggio di una maglietta sudata e sappiamo tutti che sensazione sgradevole sia andare in giro con una maglietta sudata!!!

La maggior parte delle volte a farci arrabbiare e rattristare non è tanto quello che ci succede ma come lo elabora il nostro cervello. Ecco infatti come il neuroscienziato dottor David Rock spiega questo processo di elaborazione mentale nel suo libro  “Your Brain at Work: Strategies for Overcoming Distraction, Regaining Focus, and Working Smarter All Day Long: “In un nostro esperimento abbiamo fatto vedere a dei volontari le foto di alcune persone che piangevano davanti ad una chiesa e vedendole gli stessi volontari avevano dichiarato di sentirsi molto male e tristi. A quel punto abbiamo spiegato ai volontari che le persone stavano piangendo lacrime di gioia perché in quella chiesa si erano appena sposati dei loro parenti e come per incanto i volontari hanno cambiato il loro stato da tristi a felici. Questo esempio ci dimostra come le nostre emozioni dipendano non tanto da quello che ci succede, ma da come lo valutiamo e, se riusciamo a valutarlo positivamente, saremo in grado di avere emozioni belle.

Ecco quindi che per riuscire ad arrabbiarci di meno può tornarci utile anche il “caro vecchio” perdono di cui avevamo già parlato in questo articolo.

Buona mente e mi raccomando cerchiamo sempre di vedere tutto attraverso le lenti della positività perché così facendo arriverà la felicità per noi ed anche per chi ci sta a fianco vedi articolo!!

Massimo

Immagine Credit: Tatiana T

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