Aumentare l’autostima? Si grazie

Come si riconosce la bassa autostima? Da cosa nasce la scarsa autostima? Quanta autostima è giusto avere? Come l’autostima riesce ad influenzare le nostre vite?

L’autostima è davvero importante per la nostra crescita personale perché senza di essa non si va proprio da nessuna parte. Bassa autostima ci rende infatti delle persone oppresse e depresse poiché ci fa compiere scelte errate, prendere brutte strade ed a volte avviare anche delle relazioni distruttive. All’opposto avere un’eccessiva autostima rischia di farci diventare dei veri e propri narcisisti. Coloro che soffrono di disturbo di personalità narcisistico sono quelle persone totalmente concentrate solo su loro stesse, che mancano di empatia (ecco cos’è l’empatia e come aumentarla), ed hanno i seguenti comportamenti (vedi ricerca presso l’Università del Texas A&M):

  • esagerano le proprie abilità e capacità.
  • necessitano di continue affermazioni personali ed attenzioni da parte degli altri.
  • continuano ad elogiarsi da soli.

Un’esagerata autostima porta quindi all’isolamento sociale inficiando qualunque tipo di relazione umana portando il più delle volte alla solitudine ed alla morte prematura. Abbiamo visto come troppa autostima faccia male come anche troppo poca motivo per cui la giusta misura sarebbe nel mezzo vedi ricerca presso l’organizzazione No Profit Mayo Clinic; “In medio stat virtus” dicevano infatti gli antichi romani. L’ideale sarebbe quindi avere una visione realistica e positiva di sé stessi. Ma cosa è in realtà l’autostima? Da dove deriva l’autostima e come mai riesce ad influenzare le nostre vite nel bene e nel male?

L’autostima è il processo soggettivo e duraturo che porta il soggetto a valutare e apprezzare se stesso tramite l’auto approvazione del proprio valore personale fondato su auto percezioni. La parola autostima deriva appunto dal termine “stima”, ossia la valutazione e l’apprezzamento di sé stessi e degli altri”. (da Wikipedia).

In poche parole quanto ci apprezziamo e ci piaciamo.

L’autostima viene spesso percepita come un tratto di personalità positiva che rende le persone più stabili e forti nell’affrontare la vita di tutti i giorni; una bassa autostima ci fa infatti prendere brutti voti a scuola mentre una salutare autostima ci aiuta ad ottenere quella promozione che ci eravamo prefissati.

Sono stati scritti molti libri sull’autostima e molti psicologi ne hanno parlato ma solo uno è riuscito a definire bene cosa sia, stiamo parlando di Abraham Maslow, psicologo americano tra i più citati del ventesimo secolo. Maslow nei primi anni 50° ha infatti creato una scala (gerarchia) dei bisogni e necessità (piramide motivazionale) su cinque livelli differenti in cui alla base vi sono i bisogni più elementari e, man mano che vengono soddisfatti, si arriva a quelli superiori. Ma come è strutturata questa piramide?

1. Bisogni basilari di sopravvivenza. Sono i bisogni connessi alla nostra sopravvivenza come il respiro, la fame, la sete, il riposo ed il sesso.

2. Bisogni di sicurezza. Tutti abbiamo bisogno di sentirci al sicuro e protetti. È una sicurezza che non riguarda soltanto il nostro benessere fisico ma anche quello psicologico.

3. Bisogni sociali. Ogni individuo, per migliorare come essere umano, ha la necessità di avere rapporti interpersonali soddisfacenti che gli garantiscano affetto, amicizia e senso di appartenenza ad un gruppo.

4. Bisogni di stima ed autostima. Ecco la nostra cara autostima. Abbiamo tutti bisogno di rispettarci, essere rispettati, capaci e stimati per le nostre qualità.

5. Bisogni di auto realizzazione. Si tratta dell’aspirazione di ognuno di diventare ciò che vuole essere realmente.

Ma quali sono i fattori che influenzano l’autostima e quali sono invece le caratteristiche di una giusta autostima?

Sicuramente i fattori genetici hanno un ruolo importante ma non quanto le esperienze avute nei primi anni di vita; sono queste esperienze infatti che formano le basi del nostro carattere e quindi della nostra autostima vedi ricerca presso l’ APA (Associazione Psicologi Americani). Quelli di noi che da piccoli avevano continuamente ricevuto critiche dai genitori, familiari, insegnanti ed amici sono i medesimi che andranno incontro a seri problemi di autostima.

Ma come facciamo a capire se abbiamo bassa autostima?

Semplicemente se abbiamo queste caratteristiche (vedi ricerca presso l’APA):

  • Vediamo tutto nero.
  • Abbiamo poca, ma soprattutto diamo poca confidenza agli altri.
  • Vediamo solo i nostri lati negativi e non vediamo quelli positivi (ecco come riuscire a vedere sempre il bicchiere mezzo pieno).
  • Siamo molto timidi, introversi, depressi ed ansiosi.
  • Pensiamo che tutti gli altri siano meglio di noi.
  • Quando ci capita qualcosa di positivo pensiamo di essere stati solo fortunati e non lo riconosciamo come un nostro merito.
  • Temiamo continuamente di sbagliare.

Ed ecco invece i segnali che dimostrano che possediamo una corretta autostima:

E voi che caratteristiche avete?

Buona mente

Massimo