La Psicologia dei siti d’incontri online

Fenomeno dating online, fenomeno siti d’incontri. Sono davvero così fenomenali? Sono davvero utili nella ricerca di un partner? Come meglio utilizzarli per trovare l’anima gemella.

Prima si poteva andare a bere una birra al bancone del bar stando tutti vicini vicini.

Prima si poteva mangiare un panino sui tavolini di un pub affollato.

Prima si poteva stare tutti accalcati ad ascoltare buona musica durante un concerto.

Prima si poteva scambiare due chiacchiere con il vicino o vicina di posto sul treno.

Ora che non possiamo darci la mano.

Ora che non possiamo abbracciarci.

Ora che dobbiamo stare, giustamente, a debita distanza.

Ora che non possiamo fare “assembramenti”.

Ora la domanda sorge spontanea:

Ma come facciamo a conoscere nuove persone?”

Vuoi per noia, vuoi per pigrizia, vuoi per curiosità qualcuno potrebbe darsi al dating online.

Ma cosa è questo dating online? Sono tutte quelle piattaforme (siti ed applicazioni da scaricare su smartphone o tablet) di incontri gratuiti e/o a pagamento dove si viene in contatto con potenziali partner.

Fino a poco meno di 10 anni fa questi strumenti virtuali dedicati alla ricerca dell’anima gemella non erano visti di buon occhio infatti si pensava fossero utilizzati solo da disperati all’ultima spiaggia. Oggigiorno invece non è più così perché in tutto il mondo esistono più di 500 piattaforme di siti d’incontri e sono circa 200 milioni le persone che le utilizzano e si stima che entro il 2023 diventeranno addirittura 350 milioni vedi ricerca Statista.

Una ricerca presso l’Università di Chicago evidenzia che nel 2017 negli Stati Uniti il 39% delle coppie eterosessuali si sono conosciute grazie ad una chat di appuntamenti online contro soltanto il 22% del 2009 (quasi il doppio in meno di 10 anni).

Nel nostro Bel Paese invece? Sono circa 8,9 milioni i profili attivi cioè persone che utilizzano regolarmente una piattaforma di incontri virtuali. Ma perché si vuole conoscere a tutti i costi un partner? Siamo così sicuri che sia davvero meglio la vita di coppia rispetto a quella da single? Vedi articolo.

Grindr, Tinder, Hinge, Happn, Badoo, Meetic, Lovoo, Bumble, Once, OkCupid, Parship, Lovepedia, Match, Twoo, Feeld, Adottaunragazzo, Zoosk, Eharmony sono solo alcune delle decine e decine di piaffaforme di ricerca di partner diffuse in Italia. Ma poi cosa cerchiamo veramente in un partner? Attrazione sessuale o relazione duratura? Vedi articolo.

Uno dei più grandi vantaggi di queste piattaforme di dating online, forse il motivo principale per cui moltissimi si affidano ad esse (sperando di risolvere così i loro problemi di cuore) è l’idea di poter avere la possibilità “oltremodo infinita” di conoscere potenziali partner. Non c’è alcun confronto con quello che ci può invece offrire la vita reale in cui tutto si restringe nella cerchia di amici e conoscenti che si frequentano abitualmente.

Ma questo vantaggio, che a prima vista sembrerebbe straordinario, in realtà può trasformarsi in uno svantaggio non da poco; avendo troppa scelta infatti si rischia di non sapere cosa scegliere e di rimanere insoddisfatti ed infelici ma soprattutto single. È un pò come quando i nostri nonni andavano a comprare una macchina, c’erano 3 modelli di una sola marca la FIAT e quindi la scelta veniva facile e spontanea. Ora invece ci sono più marche, più modelli e più optional e la scelta di una nuova autovettura rischia di diventare una vera e propria odissea, troppa scelta infatti uguale infelicità vedi articolo. Infatti più possibili partner abbiamo a disposizione e più possiamo permetterci di rifiutarne perché siamo convinti che tra tutti quelli che non abbiamo ancora visto e conosciuto ci sarà sicuramente quello fatto su misura per noi. Il troppo infatti stroppia ;P

I ricercatori della Tilburg University nei Paesi Bassi hanno infatti scoperto che disponendo di una quantità abbondante di scelte viene naturale scartare e più si scarta e più si scarterà. È un circolo vizioso infatti più si passerà il tempo a scegliere e più si farà selezione e più avremo difficoltà nel trovare un partner compatibile e più cercheremo e così via all’nfinito. I ricercatori hanno scoperto anche che questo continuo scartare varia a secondo del sesso infatti le donne scartano molto di più degli uomini. È anche vero però che la maggiore parte degli iscritti alle piattaforme d’incontri online sono uomini – in media 3 uomini per ogni donna – e le donne hanno quindi molte, ma molte, ma molte più scelte 😛

(Trovare l’anima gemella non è solo una questione di scelte ma anche di algoritmi ed equazioni eccolo spiegato in questo articolo).

Ma cosa fare allora per evitare di entrare nel circolo vizioso delle infinite scelte ed infiniti scarti? I ricercatori consigliano di limitare il tempo dedicato ai siti di incontri oppure di obbligarsi a non fare più di un certo numero di scelte per volta ma soprattutto di fare in modo di approfondire le scelte e conoscenze che si sono fatte.

Un altro aspetto negativo di moltissimi siti d’incontri online è la limitazione delle informazioni degli iscitti; Tinder ad esempio mette solo le foto, l’età e la località. Così facendo si rischia di dimenticarsi di relazionarsi con persone reali e ci si comporta come se si stesse giocando ad un videogioco in cui bisogna salire di livello per cercare freneticamente partner sempre più attraenti vedi articolo.

Che l’aspetto esteriore conti parecchio nelle relazioni amorose è risaputo ma per fortuna nella vita reale conta soprattutto nella fase iniziale, quella della conoscenza, poi infatti entrano in gioco altre caratteristiche come la personalità ed il carattere che ci fanno vedere con un occhio diverso la persona che si sta frequentando. Su molti siti d’incontri ahimè ci si ferma solo all’aspetto esteriore portandoci a scartare persone che invece potrebbero poi rivelarsi degli ottimi partner compatibili con noi vedi ricerca presso l’University of New York (SUNY) di Binghamton.

Volete sapere se esistono davvero i cosiddetti colpi di fulmine? Beh allora leggete l’articolo e lo scoprirete.

Buona mente.

Massimo

Immagine Credit: Google

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