Ecco il miglior – vaccino – anti stress

Per riuscire a mettere da parte le preoccupazioni ed alleviare lo stress seguiamo l’esempio della gazzella africana.

Vaccino di qua, vaccino di là, vaccino di su, vaccino di giù e chi più ne ha più ne metta.

Oggigiorno non si parla d’altro che di vaccini, ma esiste un vaccino che può aiutarci a stressarci e a preoccuparci di meno ?

Se continuate lo scoprirete però prima immaginate di essere seduti sul vostro divano a guardare un bel documentario sugli animali alla Superquark che parla della savana africana e di tutte le creature che vi abitano. Secondo voi un’antilope è preoccupata sapendo che vicino a lei vive un’intera famigliola di leoni?

Per nulla vi direbbe il grandissimo Piero Angela.

Ma come?

La nostra simpatica antilope infatti si stressa e si mette in allarme solo nel momento in cui vede papà o mamma leoni, infatti quando non ci sono felini o altri predatori nei dintorni lei se ne sta beatamente a pascolare come se niente fosse.

È risaputo che tutti gli animali si stressano quando si sentono in pericolo che poi è la stessa cosa che succede anche a noi umani (siamo o non siamo anche noi degli animali?!?!).

Questo stress è chiamato “stress da sopravvivenza” ed è quello che tutti gli animali provano in circostanze pericolose ed è genetico ed è servito a non far estinguere le specie attualmente viventi.

Lo stress è necessario (vedi articolo) per rimanere vigili durante il pericolo e poter quindi combattere o scappare al momento giusto.

Lo stress è servito ai nostri antenati delle caverne per riuscire a sopravvivere e diventare quello che siamo oggi, ma dal momento che nel mondo moderno noi esseri umani non siamo più la “pappa” di alcun predatore lo “stress da sopravvivenza” si è via via trasformato in uno “stress sociale”.

Lo “stress sociale” può essere il capo prepotente, dei colleghi aggressivi, un litigio con il vicino di casa, dei problemi di coppia, la perdita di un lavoro, tutti stress che sono in grado di innescare dentro di noi l’antica risposta “combatti o fuggi”.

Ed è analizzando appunto questa evoluzione dello stress (da quello di sopravvivenza a quello sociale) che alcuni ricercatori californiani hanno mosso una critica all’atteggiamento sbagliato con cui oggi l’opinione pubblica, ma anche parte di quella scientifica trattano lo stress psicologico. Per i ricercatori quello su cui dovremmo soffermarci non è tanto il perché diventiamo stressati cioè il pericolo da cui dobbiamo scappare o combattere (che oggi non è più legato alla sopravvivenza) ma piuttosto cosa è la sicurezza per noi.

Se il nostro capo continua ad essere prepotente con noi arriveremo ad un punto tale di stress che basterà la sua presenza o semplicemente la sua voce a farci preoccupare e a quel punto percepiremo l’intero ufficio come un ambiente pericoloso e non solo l’ufficio ma anche i colleghi oppure l’autobus che prendiamo per andarci” scrivono i ricercatori.

Arrivati a questo livello di stress non saremo più in grado di disattivare le preoccupazioni legate al presunto pericolo perché appunto lo stress si riverserà anche nei luoghi e nelle persone che non sono la reale causa.

Questa è la sostanziale differenza tra noi – animali evoluti – e gli altri animali – meno evoluti -; tutti ci stressiamo ma loro (gli animali), a differenza nostra non si preoccupano” affermano i ricercatori.

E chiamali meno evoluti!!!!

Infatti la ruminazione mentale, cioè il farsi dei problemi e vedere sempre il lato negativo in tutto quello che ci succede intorno (tipicamente umano), è in grado di trasformare situazioni sicure in situazioni pericolose.

– Ecco in questo articolo come smettere di farci problemi su tutto e tutti -.

Secondo i ricercatori più che continuare a rimuginare sulla causa del nostro stress dovremmo cercare di capire cosa è per noi la sicurezza.

La sicurezza per alcuni potrebbe essere un luogo reale come sotto il piumone prima di addormentarsi o nella vasca da bagno calda o una corsetta al parco (vedi articolo) per altri invece potrebbe essere un luogo mentale come la meditazione (vedi articolo) od ancora la lettura di un libro (vedi articolo) o l’ascolto di un brano musicale (vedi articolo). Il punto chiave è capire qual è quel luogo mentale o fisico che per noi è sicuro ed una volta individuato andarvi quando ne sentiamo la necessità.

Per i ricercatori californiani l’unico vaccino che abbiamo per evitare di preoccuparci e stressarci di meno è appunto entrare nel nostro ambiente sicuro.

La gazzella non si preoccupa dei leoni, quando ne vede uno e percepisce un pericolo cerca un rifugio, una zona sicura, la sua zona sicura. Come la gazzella anche noi dobbiamo trovare il nostro luogo sicuro e rifugiarci lì ogni volta ne sentiremo il bisogno.

Buona mente

Massimo

Immagine Credit: Google

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