La psicologia del contatto in epoca COVID-19

Anno 2020: il contatto fisico è stato messo al bando. Niente baci, abbracci, carezze, strette di mano né pacche sulle spalle. Ma possiamo farne veramente a meno di tutto ciò?

Se da un lato il distanziamento sociale ci sta proteggendo dall’altro sta nuocendo gravemente al nostro benessere psicologico. Ma è possibile proteggere la nostra salute mentale durante questa pandemia? Si, ed ecco come vedi articolo.

Nel Podcast qui sotto il riassunto di questo articolo:

Ascolta “2) La psicologia del contatto in epoca COVID-19” su Spreaker.

Da che mondo è mondo, fin dal primo uomo apparso sulla terra, il voler bene ed il prendersi cura di un proprio simile implicava naturalmente il toccarsi a vicenda che poteva avvenire attraverso un abbraccio una carezza, una coccola, una stretta di mano un bacio e chi più ne aveva più ne metteva.

Un “con-tatto” fisico nel “punto giusto” ed al “momento giusto” fatto “con tatto” è infatti in grado di migliorare qualunque tipo di relazione umana (anche una “semplice” pacca sulla spalla ha un suo perché) portando quindi parecchi benefici sia a chi lo fa sia a chi lo riceve.

A proposito di benefici ad esempio una ricerca presso l’università di Miami ha evidenziato che qualunque tipo di terapia o di cura medica sono effettuate le stesse vengono amplificate dal contatto fisico intercorso tra paziente ed operatore sanitario. Durante la prima ondata di coronavirus moltissimi infermieri e medici hanno infatti più volte evidenziato quanto fosse importante un contatto fisico con i loro pazienti. Infatti spesso e volentieri gli stessi operatori sanitari, non potendo parlare a causa dei pesanti dispositivi di protezione individuale indossati, sono ricorsi ad una stretta di mano, una carezza, una pacca sulla spalla o una “strizzatina” di piede per poter comunicare con il paziente e dirgli: “Io ci sono. Non sei solo. Sono qui con te per sconfiggere questo maledetto virus.” E questo segnale di presenza e di speranza aveva fatto molto bene ai pazienti ma anche agli stessi operatori.

Paradossalmente possiamo quindi affermare che in questa pandemia il contatto è si un vettore del virus COVID – 19 ma è anche parte della sua cura. Il contatto fisico (altro che i social!!!) resta infatti uno dei più importanti strumenti che abbiamo a nostra disposizione per creare e consolidare le relazioni umane.

Una ricerca presso la University School of Medicine di Detroit ha dimostrato che i bambini che nei loro primi anni di vita avevano avuto pochi contatti fisici, erano quelli che dimostravano più deficit cognitivi e comportamentali durante l’adolescenza. Il contatto fisico è importante non solo da piccoli ma anche più avanti con l’età infatti una ricerca, presso il dipartimento di Health and Nutrition Sciences del Brooklyn College, ha dimostrato quanto un contatto gentile da parte di un infermiere durante un pasto fosse in grado di far mangiare di più un gruppo di residenti in una casa di riposo. Ed ancora una ricerca presso la  Swedish University of Agricultural Sciences ha scoperto che ogni volta che abbracciamo qualcuno o accarezziamo un animale domestico nel nostro organismo viene rilasciata ossitocina che è quell’ormone che ci trasmette calma e serenità ma non solo infatti l’abbraccio ci protegge anche dalle infezioni e stress vedi articolo.

Non è esagerato quindi immaginare che il contatto sia a tutti gli effetti una sorta di linguaggio che impariamo appena venuti al mondo tra le braccia materne per poi via via sviluppare nell’arco di tutta la nostra vita. Usiamo (ops usavamo!?!?) il contatto fisico tutti i giorni per comunicare le nostre emozioni per dire ad esempio che siamo felici, innamorati, intimoriti, arrabbiati, disperati e…

Oltre che per comunicare le emozioni il contatto fisico serve anche a stabilire gerarchie sociali e relazioni di potere. Ad esempio attraverso una stretta di mano possiamo capire chi abbiamo di fronte cioè se ha più o meno potere di noi ed anche se possiamo o meno fidarci di lui. Ecco perché nei colloqui di lavoro una buona stretta di mano è molto ma molto importante vedi articolo.

In un momento come questo in cui siamo tutti un po’ più fragili avremmo quindi bisogno di più abbracci, di più carezze, di più coccole e di più pacche sulle spalle per non parlare di baci (in questo articolo tutti i benefici del bacio).

Questa limitazione forzata di contatti fisici ci sta impedendo di allargare la cerchia di relazioni come anche ci sta allontanando da altre, ma allora che fare?

Beh strapazziamo di baci, coccole, carezze ed abbracci chi abbiamo vicino per non dimenticarci come si fa così appena questo odiato virus se ne sarà andato saremo pronti.

A proposito di coccole volete sapere qual è il metodo migliore per combattere la solitudine durante il lockdown? Beh allora leggete l’articolo.

Buona mente

Massimo

Immagine Credit: Google

Se vuoi essere sempre aggiornato sugli ultimi articoli iscriviti gratuitamente alla newsletter.

Ti interesserebbero altri articoli sullo stesso argomento? Clicca qui.