Come mai si finisce sempre per litigare?

Perché vediamo ciò che vogliamo vedere, perché sentiamo ciò che vogliamo sentire e quasi sempre è sbagliato.

Soggettiva 1

Stiamo attraversando a piedi un incrocio sulle righe zebrate e vediamo sopraggiungere velocemente uno scooter. Lo scooter non rallenta ma ci scansa all’ultimo. Gli imprechiamo dietro insultandolo a più non posso perché: bastava poco per tirarci sotto.

Soggettiva 2

Siamo in scooter e stiamo andando di fretta in ospedale dove nostra moglie sta partorendo. Vediamo da lontano che all’incrocio c’è solo un pedone, rallentiamo a passo d’uomo, gli giriamo intorno e con tutta calma e senza alcun pericolo superiamo l’incrocio.

Stessa situazione ma due punti di vista differenti.

Nel Podcast qui sotto il riassunto di questo articolo:

Ascolta “3) Come mai si finisce sempre per litigare?” su Spreaker.

È inutile che facciamo finta di niente, tutti noi abbiamo vissuto situazioni simili da entrambi i punti di vista, da entrambe le soggettive ed ogni volta quelli che avevano ragione eravamo sempre e soltanto noi!!!

La psicologia sociale ha analizzato questa distorsione della realtà (proprio di questo si tratta) e l’ha chiamata bias della corrispondenza od errore fondamentale di attribuzione. Il bias della corrispondenza non è altro che quella tendenza che tutti abbiamo nel stabilire internamente la causa del comportamento di qualcun altro sottostimando l’influenza dell’ambiente o del contesto, insomma vediamo la situazione da un punto di vista strettamente soggettivo e personale e non oggettivo ed obiettivo come dovrebbe invece essere. Se invece provassimo ad entrare in contatto con chi abbiamo davanti, mettendoci nei suoi panni, riusciremo a dare un significato al suo comportamento vedi articolo.

Entrambe le soggettive del nostro esempio sono infatti sbagliate poiché sia nella prima che nella seconda vi è una distorsione della realtà per adattarla al proprio punto di vista. Ecco spiegato il motivo perché spesso e volentieri l’essere umano finisce con il litigare; vuoi sapere 7 modi per non litigare spiegati dalla scienza? Beh non devi far altro che leggere l’articolo.

Nel libro “The Better Angels of Our Nature: Why Violence Has Declined” scritto dello scienziato cognitivo Steven Pinker, docente di psicologia presso l’università Harvard, lo stesso afferma che ogni volta che avviene un conflitto sopravvalutiamo le nostre buone intenzioni e sottovalutiamo quelle degli altri (divario di moralizzazione).

Tutto ciò avviene in maniera inconscia infatti diamo quasi sempre la colpa agli altri auto scagionandoci completamente; pensiamo di essere totalmente ragionevoli ed obiettivi ma in realtà non lo siamo affatto”

scrive lo psicologo Steven Pinker.

Ecco in questo articolo cosa fare per arrabbiarci di meno.

Ma la distorsione dei fatti non riguarda solo noi stessi in prima persona, esiste anche una distorsione legata all’identità di gruppo.

È stato infatti riscontrato come le persone facenti parte di un determinato gruppo (religioso, politico, sportivo o culturale) siano in grado di deformare le proprie percezioni per adattarle alle convinzioni specifiche del loro gruppo di appartenenza. Questo succede perché tali individui nutrono un così profondo bisogno di sentirsi parte attiva di quel determinato gruppo che finiscono col metterlo in primo piano su tutto il resto.

Una ricerca presso Aarhus University in Danimarca è andata oltre ecco cosa scrive il capo progetto il dott. Michael Bang Petersen:

“In un contesto di conflitto tra gruppi spesso e volentieri la mente umana da la priorità alle informazioni false rispetto a quelle vere, questa perché la verità non è rilevante in questi casi. Quello che conta è infatti la mobilitazione delle persone ed in questo caso le informazioni false ed estreme sono spesso le più utili per accendere gli animi.”

Ecco quindi spiegato perché due persone che guardano lo stesso video oppure la stessa immagine od ascoltano il medesimo discorso possono giungere a conclusioni diametralmente opposte finendo con il litigare ferocemente ed è quello che ahimè assistiamo tutti i giorni in televisione o sui social.

Buona mente

Massimo

Immagine Credit: Google

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