Strategie e tecniche efficaci per superare la vergogna, paure e situazioni sociali difficili.

Ammettiamolo, tutti ci siamo ritrovati in situazioni imbarazzanti in cui avremmo desiderato scomparire dalla faccia della terra.

Indice

Ecco cosa fare quando ci sentiamo in colpa

Domande imbarazzanti

Ad esempio avete mai fatto una domanda imbarazzante a qualcuno? Magari quando avete visto una vostra amica, che non vedevate da un po’, con una pancia sospetta le avete detto:

“Ma che bella notizia, a che mese sei?” e lei secca: “Non sono incinta”.

Eccomi, presente, io ci sono passato e la terra sotto i miei piedi avrebbe fatto bene ad aprirsi ed inghiottirmi in quel preciso momento!

Eh si, e non è neanche la mia gaffe migliore, ne ho fatte parecchie altre. Ma, ammettiamolo, a volte la paura di fare brutte figure può essere davvero opprimente andando ad ostacolare le nostre attività quotidiane; spesso infatti la vergogna limita la nostra vita creandoci non pochi problemi e complessi.

Chi di noi non ha rinunciato a fare domande in pubblico o ha evitato di dire qualcosa al proprio collega o capo solo per paura dell’imbarazzo? Tutto ciò a discapito del proprio benessere ovviamente.

Ecco come chiedere aiuto senza vergognarsi

Cosa è la vergogna

La vergogna è quella fastidiosa sensazione di sentirsi inferiori o imperfetti, ed è associata a una serie di emozioni negative come l’ansia sociale e la depressione.

È inutile nasconderlo, tutti abbiamo sperimentato quella voglia di scomparire quando la vergogna ci assaliva.

Ma c’è una buona notizia, esiste un modo per combattere questa cattiva emozione, ed è chiamato “auto-compassione“.

L’auto-compassione è quel bellissimo gesto di essere gentili, comprensivi e solidali con se stessi, proprio come faremmo con un caro amico o amica in difficoltà. Una ricerca (1) della Harvard Medical School ha infatti dimostrato che scrivere regolarmente delle lettere auto-compassionevoli può abbattere l’ansia, l’autocritica e quindi anche la vergogna!

L’esercizio del perdono

I ricercatori hanno coinvolto sessantotto studenti universitari che avevano dichiarato di essere insicuri e di provare vergogna in diversi momenti della loro giornata e li hanno divisi in due gruppi: il primo ha continuato la propria vita normalmente mentre il secondo, dopo un breve corso sull’auto-compassione, doveva dedicarsi mezz’ora al giorno a scrivere una lettera auto-compassionevole per l’intera durata dell’esperimento cioè 16 giorni. Alla fine dell’esperimento i volontari che si erano cimentati in lettere auto-compassionevoli avevano sperimentato un significativo calo dell’autocritica e della vergogna! Il miglioramento è stato incredibile perché anche nel follow up, dopo un mese dalla fine dell’esperimento, erano ancora evidenti i benefici dell’auto-compassione.

Una lettera auto-compassionevole per combattere la vergogna

Prendi carta e penna e scrivi di una situazione capitata in cui ci si è sentiti in imbarazzo ma attenzione bisogna descriverla con estrema gentilezza verso se stessi.

Cosa diresti a un migliore amico o una persona cara che avesse vissuto un evento similare?

Ora estendi a te la stessa comprensione, cura, gentilezza, accettazione e amore incondizionato che dedicheresti a quell’amico o amica.

È importante ricordare l’evento che induce vergogna da una prospettiva più distaccata ed obiettiva. Puoi osservare il tutto come quando osservi le foglie che scorrono lungo un ruscello, insomma cerca di descrivere la situazione, i pensieri e le emozioni vissute da un punto di vista di un osservatore e non in prima persona.

Tutto sta nella prospettiva

Bisogna adottare una prospettiva più distaccata ed osservativa.

Una ricerca (2) presso la Carnegie Mellon University, condotta dal professor Li Jiang e il suo team ha dimostrato che quando ci si mette nei panni dell’osservatore anziché dell’attore, i livelli di disagio dovuti alla vergogna ed imbarazzo diminuiscono notevolmente.

Ma distaccarsi dalla propria prospettiva non è utile solo nelle lettere auto-compassionevoli ma anche nelle situazioni imbarazzanti che ci capitano. Infatti il professor Li Jiang afferma che affrontare una situazione imbarazzante da un punto di vista dell’osservatore ci aiuta a superare la vergogna e a sentirci più a nostro agio nelle situazioni sociali.

I ricercatori sostengono che questa scoperta abbia un’enorme rilevanza anche nel mondo del marketing e della pubblicità. Infatti evitare l’imbarazzo è la chiave per motivare i consumatori a comprare prodotti di ogni genere, dai detersivi magici per sconfiggere le peggio macchie ai super deodoranti alla “più sudi più sai di fresco”.

Teniamolo a mente la prossima volta che che andiamo al supermercato a fare la spesa.

La persuasione della pubblicità

Buona mente

Massimo

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Ascolta “Come evitare l’imbarazzo” su Spreaker.

Ricerche:

(1) “A Brief Self-Compassionate Letter-Writing Intervention for Individuals with High Shame” Michaela B. Swee,  Keith Klein,  Susan Murray & Richard G. Heimberg  https://link.springer.com/article/10.1007/s12671-023-02097-5

(2) “Countering embarrassment-avoidance by taking an observer’s perspective” Li Jiang, Aimee Drolet & Carol A. Scott https://link.springer.com/article/10.1007/s11031-018-9673-7


Massimo Lattes

Dopo aver completato gli studi in Statistica Economica e Sociale, mi sono specializzato nell'Analisi della Comunicazione Televisiva che mi ha portato a lavorare in gruppi editoriali come Il Sole 24 Ore, Rai, Mtv, Sky e Forbes. In parallelo ho iniziato ad interessarmi alla Psicologia e alla Sociologia, con il desiderio di comprendere meglio le persone dietro ai dati e ai numeri del cosiddétto "Audience" televisivo. Ho approfondito quindi le mie competenze in Psicologia attraverso studi, letture e partecipazioni a corsi e seminari. L'amore per questo argomento mi ha spinto a creare AudiMente - Audience della Mente -, uno spazio in cui condivido riflessioni sul Benessere Psicologico e sulla Crescita Personale attraverso l’Analisi di Ricerche di Psicologia.