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Anime gemelle o no? A seconda di come si vede e si vive un rapporto di coppia si capisce se si soffrirà   o meno per amore.

Domani è San Valentino e sicuramente moltissime dolci metà   festeggeranno insieme alle corrispettive dolci metà la loro festa, la festa degli innamorati. A proposito di dolci metà una ricerca  pubblicata sulla rivista online   “Journal of Experimental Social Psychology” dal titolo Framing love: When it hurts to think we were made for each other condotta da due gruppi di ricercatori, i cui capi progetto sono il Dottor Spike W. S. Lee dell’Università di Toronto e il Dottor   Norbert Schwarz dell’Università del Sud California, ha evidenziato   che coloro che vedono il loro rapporto di coppia attraverso delle “lenti di color rosa”, cioè solo come una perfetta sintonia di due anime gemelle (due cuori ed una capanna per intenderci), soffrano   di più per amore rispetto a coloro che vedono la relazione di coppia come un percorso di vita da fare insieme alla persona che si ama fatto però da alti e bassi.

Il capo progetto il Dottor Spike   Lee sostiene infatti che:

“I risultati della nostra ricerca hanno dimostrato che, le persone che   pensano che le loro relazioni di coppia siano perfette cioè che siano   delle unioni perfette tra due anime gemelle, abbiano in realtà   rapporti sentimentali peggiori rispetto a quelle persone che pensano che le loro relazioni di coppia siano un continuo cammino di crescita e di lavoro di collaborazione reciproca.

A quanto pare, i diversi modi di vivere e di pensare al proprio rapporto di coppia possono portarci a soffrire di più o di meno per amore”.

La ricerca è stata condotta su un campione di coppie rappresentativo della popolazione americana suddiviso in diverse fasce d’età che andava quindi dalle coppie più giovani fino a quelle con oltre trent’anni di relazione. A tutte le coppie è stato chiesto di descrivere i momenti difficili e di conflitto che avevano avuto con il partner nell’arco di tutta la loro relazione ed anche come vivevano ma soprattutto come vedevano   la loro relazione di coppia.   Dalla ricerca è emerso che coloro che vivevano nel mondo delle favole cioè che vedevano il compagno soltanto   come la loro dolce metà romantica senza tener conto dei problemi e difficoltà legati ad un vero rapporto di coppia avevano delle relazioni sentimentali peggiori, erano   meno soddisfatti e quindi soffrivano di più rispetto a coloro che invece vedevano il proprio partner in maniera più realistica cioè come il compagno con cui costruire qualcosa e   condividere un percorso di vita con tutte le difficoltà del caso.

I ricercatori consigliano quindi di vivere le proprie relazioni sentimentali con i piedi ben ancorati a terra ed inoltre ci ricordano di tenere sempre bene a mente la frase che si pronuncia nel giorno più bello (o perlomeno così dovrebbe essere) della vita di una coppia :

”….prendo te , come mia/o   sposa/o e prometto di esserti fedele sempre, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, e di amarti e onorarti tutti i giorni della mia vita“.

Buona mente e buon San Valentino anche se condivido in pieno quello che dice una mia amica cioè che se ami qualcuno e quella persona ti corrisponde allora la festa dell’amore la si festeggia tutte le mattine!!

Massimo

Credit Immagine: Steven Depolo


Massimo Lattes

Dopo aver completato gli studi in Statistica Economica e Sociale, ho sviluppato una specializzazione nell'analisi pubblicitaria televisiva. Ho gestito diversi programmi televisivi sia a livello manageriale che editoriale, collaborando con aziende come Il Sole 24 Ore, Rai, Mtv, Sky e Forbes. Tuttavia, il mio interesse si è spostato verso la Psicologia e la Sociologia, con il desiderio di comprender meglio le persone dietro ai dati e numeri statistici. Ho approfondito quindi le mie competenze in Psicologia e Sociologia attraverso studi, letture e partecipazioni a corsi e seminari. Questo interesse mi ha spinto a creare AudiMente, uno spazio in cui condivido riflessioni sul benessere e sulla crescita personale attraverso l’analisi di ricerche di Psicologia Sociale, Psicologia Individuale e Psicologia Cognitivo-Comportamentale.