Chi sono

Perché chiamare questo blog AudiMente?

Perchè in aggiunta agli strumenti di analisi riferiti ai diversi media come Auditel, Audiradio, Audiweb, Audipress e Audimovie mi sembrava giusto avere anche uno strumento che provasse a comprendere meglio quel potente “mezzo di comunicazione e non solo” che tutti abbiamo ma che conosciamo pochissimo: la nostra Mente.

L’idea mi è venuta perché, lavorando da sempre nel mondo della televisione (ho lavorato e tuttora lavoro in aziende come Il Sole 24 Ore, la Rai, Mtv, Sky Italia e Forbes tv solo per citarne alcune) sia davanti che dietro la telecamera, ho potuto appurare di persona quanto fosse importante lo strumento Auditel per poter analizzare l’Audience. Sono sempre stato affascinato da tutto ciò che è comunicazione ed analisi, infatti ho avuto un percorso di studi in indirizzo Statistico Economico Sociale per poi specializzarmi con una tesi in analisi della pubblicità televisiva e fare quindi un Master in Comunicazione.

Man mano che lavoravo però, i miei interessi si sono spostati dalla comunicazione televisiva alla Psicologia, Sociologia e Crescita Personale, dall’analisi quantitativa a quella più prettamente qualitativa cioè mi sono iniziato ad interessare non più solo ai numeri, ma anche al benessere delle persone che stavano dietro a questi numeri.

In realtà questo interesse per l’ascolto ed aiuto alle persone è nato quando appena laureato, in parallelo al mio percorso professionale in televisione, ho collaborato per alcuni anni con l’Università Cattolica del Sacro Cuore come tutor.

Ho iniziato quindi a “divorare” libri e libri di Psicologia e Sociologia e nel “lontano” 2003 mi sono finalmente iscritto  alla facoltà di Scienze e Tecniche Psicologiche ma il ritmo lavorativo non mi ha mai consentito di terminare gli “amati” studi in Psicologia ahimè.

Mi  sono  rimesso quindi a studiare libri di Psicologia e Sociologia, a seguire corsi e seminari di  PNL e coaching ed ho anche partecipato ad un interessante e stimolante corso in Psicologia della Gestalt come anche al bellissimo corso online “The Science of Well-Being” sulla Psicologia della Felicità dell’Università Yale e tantissimi altri che non mi sembra il caso di elencarvi perché questo non vuole e non deve essere un curriculum vitae.

Ad un certo punto però è nata l’esigenza di condividere e di mettere nero su bianco  quello che stavo studiando e nello stesso tempo provando con successo su me stesso ed è proprio in quel momento che ho deciso di creare AudiMente.

Scrivere e condividere con migliaia di persone infatti mi ha aiutato e tuttora mi aiuta a metabolizzare e fare miei tutti i concetti trattati che poi non è altro che quello che ha dimostrato lo psichiatra americano William Glasser:

Noi impariamo il 10% di ciò che leggiamo; il 20% di ciò che ascoltiamo; il 30% di ciò che vediamo; il 50 % di ciò che insieme ascoltiamo e vediamo; il 70% di ciò che è discusso con altri; l’80% di ciò che sperimentiamo di persona; il 95 % di ciò che insegniamo a qualcun altro”.

Cercherò quindi di regalarmi e regalare a chi lo vorrà delle pillole, alcune nozioni di base  che possano aiutarci a conoscere, comprendere meglio, questo nostro strano “apparecchio” chiamato Mente per potere migliorare innanzitutto la nostra vita ma anche quella di chi ci sta intorno.

Tradurrò in italiano e cercherò di riassumere in poche righe in maniera chiara e totalmente oggettiva ed obiettiva i risultati di studi quali/quantitativi riguardanti la mente umana. Saranno ricerche, trattati  e libri di Psicologia   elaborati da ricercatori e specialisti di tutto il mondo, pubblicati su  riviste scientifiche  e libri di settore non accessibili in lingua italiana; ad ogni modo per chi volesse approfondire le ricerche in lingua originale allegherò sempre i link delle stesse.

Mi auguro ci siano altre persone curiose come me a cui piacerà iniziare o finire la giornata conoscendo qualcosa di più di quel potente e straordinario mezzo che è la nostra Mente.

Buona lettura e soprattutto buona Mente..

Dott. Massimo Lattes

Massimo e Chicco

                                                       

“Il fatto di trovarci al buio non significa che la stanza sia vuota, ma solo che dobbiamo accendere la luce”