Ecco perché non bisogna vergognarsi di chiedere aiuto. Chiedere aiuto è infatti un segno di coraggio che porta vantaggi a chi lo chiede ma anche a chi lo dà.

No, non siamo dei supereroi solitari ed invincibili ne tanto meno invulnerabili e, tranquilli, non dobbiamo neanche salvare il mondo da un’invasione aliena.

Ma esistono gli eroi?

Indice

E dal momento che non ci chiamiamo Superman o Wonder Woman è normale che nella nostra vita ci siano capitati momenti difficili in cui abbiamo sentito il bisogno di una voce amica che ci prendesse per mano. Non vergogniamocene perché tutto questo è umano e normale e non c’è assolutamente nulla di male nell’ammetterlo.

Storia con morale psicologica

“Il ragazzo che voleva fare tutto da solo”

C’era una volta un giovane che si addentrò in un folto bosco insieme al padre. Mentre camminavano, i due si trovarono di fronte a un grosso tronco che bloccava loro il passaggio.

Il ragazzo si rivolse al padre chiedendogli se secondo lui sarebbe stato in grado di sollevare il massiccio tronco. “Certo che puoi, figliolo”, rispose il padre. “Basta che ti ci metti con impegno ed usi tutte le tue forze”.

Il ragazzo, convinto di farcela, si preparò alla grande prova; si rimboccò le maniche, piegò le ginocchia e afferrò il tronco con tutte le sue forze. Ma, nonostante il suo sforzo, il tronco non si spostò di un millimetro.

Il giovane però non si arrese e provò ancora ed ancora, finché non fu esausto e senza fiato. Rivolgendosi al padre con delusione, disse: “Papà ma tu mi avevi detto che ce l’avrei fatta!”

Il padre sorrise e rispose con tutta la dolcezza e gentilezza che solo i papà sanno dare: “Ti avevo detto che ce l’avresti fatta se ti impegnavi ed usavi tutte le tue forze ma ti sei dimenticato di chiedermi aiuto”.

Così, il ragazzo chiese al padre di aiutarlo e, insieme, riuscirono a spostare il tronco dal sentiero, e così poterono continuare il loro cammino”.

Facciamoci aiutare

A volte nella vita la forza fisica e la forza di volontà o motivazione da sole non bastano, servono anche l’umiltà e la saggezza di capire quando è arrivato il momento di chiedere un aiuto perché da soli non si riesce ad andare avanti.

Alzi la mano chi non ha mai avuto bisogno di un po’ di aiuto? A scuola, al lavoro, nello sport, per la salute, in una relazione…

Eh si, in quei momenti pronunciare la fatidica frase

“Da solo non ce la faccio, ho bisogno di aiuto”

riesce assai difficile, vuoi per orgoglio personale, vuoi per timidezza ma soprattutto perché pensiamo di disturbare ma, in realtà tutto ciò non ci azzecca nulla!!!

Una ricerca (1) presso la Stanford University, che ha coinvolto più di 2.000 volontari, ha infatti dimostrato che chi chiede aiuto quasi sempre sottovaluta la disponibilità degli altri ad aiutarlo. Ma non solo, infatti chi aiuta prova una notevole sensazione di benessere nel farlo, insomma, aiutare gli altri fa bene anche a sé stessi perché ci fa sentire utili, capaci e competenti.

Ecco perché aiutare gli altri aiuta noi stessi

Quindi non sottovalutiamo mai e poi mai la disponibilità degli altri ad aiutarci e soprattutto smettiamola di aver timore di chiedere aiuto quando ne abbiamo bisogno.

Ricordiamoci che fin dalla notte dei tempi l’essere umano si è aiutato reciprocamente ed è grazie a questo aiuto tra gli stessi simili che la civiltà umana ha potuto progredire ed espandersi (ma ahimè l’uomo non è solo questo, è anche guerre, violenze e dittature ma questa è un’altra storia).

Lo insegna la storia

Secondo l’antropologa statunitense Margaret Mead, il primo segno di civiltà risale infatti a 15.000 anni fa, quando una comunità umana decise di prendersi cura di un individuo con un femore rotto. È risaputo infatti che con un femore fratturato non si è più autosufficienti ed è quindi necessario l’aiuto di qualcun altro per poter sopravvivere.

La dottoressa Margaret Mead aveva infatti ritrovato uno scheletro con un osso femorale fratturato da parecchio tempo da cui si poteva dedurre che la persona interessata avesse vissuto diversi anni appunto con il femore rotto grazie all’aiuto di qualche altro essere umano.

A primo acchito chiedere aiuto può farci sentire deboli, incapaci e vulnerabili insomma dei perdenti; in realtà, non è così, anzi man mano che chiederemo aiuto ci sentiremo sempre più sicuri e con più autostima.

Chiedere aiuto è infatti segno di coraggio perché dimostra che siamo talmente forti da riconoscere che non riusciamo a farcela da soli.

Chiedere aiuto è anche un modo per creare un forte legame con qualcuno, infatti in questa maniera, la persona che ci aiuta si sentirà apprezzata e considerata. Ecco perché chiedere aiuto può portare ad un miglioramento nelle nostre relazioni influenzando positivamente l’atteggiamento degli altri verso di noi.

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Ma non solo, spesso le persone più sicure e di successo nella vita sono anche quelle che sanno coinvolgere chi gli sta attorno. Tali persone non avrebbero mai potuto raggiungere i loro obiettivi e traguardi senza l’aiuto di qualcun altro.

Ecco il segreto delle persone di successo

Quindi non temiamo mai più di chiedere aiuto e nemmeno di offrirlo.

Chiedere aiuto è infatti un segno di forza e coraggio perché richiede la capacità di riconoscere la propria vulnerabilità mentre aiutare gli altri è una delle azioni più preziose e gratificanti che possiamo fare nella nostra esistenza.

Allora, cosa aspettiamo a farlo?!?!?!

Buona mente

Massimo

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Ascolta “Chiedere aiuto? Si grazie” su Spreaker.

Ricerca:

(1) “Surprisingly Happy to Have Helped: Underestimating Prosociality Creates a Misplaced Barrier to Asking for Help” Xuan Zhao and Nicholas Epley https://doi.org/10.1177/09567976221097615


Massimo Lattes

Dopo aver completato gli studi in Statistica Economica e Sociale, mi sono specializzato nell'Analisi della Comunicazione Televisiva che mi ha portato a lavorare in gruppi editoriali come Il Sole 24 Ore, Rai, Mtv, Sky e Forbes. In parallelo ho iniziato ad interessarmi alla Psicologia e alla Sociologia, con il desiderio di comprendere meglio le persone dietro ai dati e ai numeri del cosiddétto "Audience" televisivo. Ho approfondito quindi le mie competenze in Psicologia attraverso studi, letture e partecipazioni a corsi e seminari. L'amore per questo argomento mi ha spinto a creare AudiMente - Audience della Mente -, uno spazio in cui condivido riflessioni sul Benessere Psicologico e sulla Crescita Personale attraverso l’Analisi di Ricerche di Psicologia.