Ma cosa vogliono propinarci i nostri politici e le pubblicità che vediamo dappertutto?

La propaganda è comunicazione di un particolare punto di vista, con l’obiettivo di far sì che il destinatario del messaggio giunga ad accettare “volontariamente” questa posizione, come se fosse la propria”.

(A. Pratkanis, E. Aronson, Psicologia delle comunicazioni di massa, 1992)

Indice

Cosa è la propaganda

La propaganda è un tipo di comunicazione usata per promuovere un determinato punto di vista o idea e più in generale può essere utilizzata per:

– aumentare il proprio carisma

– influenzare le opinioni altrui

– vendere un particolare prodotto o servizio

– controllare i comportamenti di terzi

– supportare una determinata causa o candidato attraverso la disinformazione o la misinformazione che non è altro che un’informazione volontariamente fuorviante.

Origini della propaganda

Ecco perché la propaganda viene usata spesso in pubblicità (per convincere ad acquistare un prodotto), in guerra (per mettere in cattiva luce il nemico) ed in politica (per cercare i consensi).

Il termine propaganda è stato coniato per la prima volta nel lontano 1622 quando Papa Gregorio XV creò la congregazione “Sacra Congregatio de Propaganda Fide” per condurre i cattolici alla “volontaria” accettazione delle dottrine ecclesiastiche. Successivamente nel XX secolo, per la precisione durante la prima guerra mondiale, in America vennero creati dei comitati chiamati Commitee on Public Information (o CPI) il cui compito era addestrare dei volontari, i cosi detti FourMinute Men, ad andare in giro per tutti gli Stati Uniti a sostenere lo sforzo bellico.

Successivamente nel secondo conflitto mondiale tutte le nazioni, da entrambi gli schieramenti, crearono degli enti il cui compito principale era girare filmati e documentari ingigantendo da un lato tutte le atrocità del nemico ed elogiando dall’altro le proprie prodezze belliche. Tali filmati venivano proiettati in maniera costante e metodica nei cinema, teatri e nelle piazze; ad esempio in Italia abbiamo avuto per oltre un ventennio il cinegiornale dell’Istituto Luce. I più grandi utilizzatori dello strumento della propaganda, come è ovvio che sia, sono sempre stati, e lo sono tuttora, i regimi, primo fra tutti quello nazista così infatti scriveva Adolf Hitler nel suo libro Mein Kampf:

(…) la ricettività della grande massa è molto limitata, la sua intelligenza mediocre, grande la sua smemoratezza. Una propaganda efficace deve limitarsi a pochissimi punti e ribadirli incessantemente… i suoi effetti devono sempre essere rivolti al sentimento, e solo limitatamente alla cosiddetta ragione. …la prudenza di evitare qualsiasi presupposto spiritualmente troppo elevato non sarà mai abbastanza grande. (…)

È quindi molto importante saper riconoscere quando è in atto una forma di propaganda per evitare di cascarci ed essere quindi manipolati da chi la sta attuando.

Ma non basta saperla riconoscere, bisogna anche andare a ricercare delle informazioni alternative, da verificare attentamente, per farsi una propria opinione.

Di seguito alcune tecniche di propaganda utilizzate in politica, in guerra e nella pubblicità, ma mi raccomando eh, ogni qualvolta ne riconosciamo una, attiviamo istantaneamente tutte le nostre campanelle d’allarme e ragioniamo sempre e soltanto con la nostra testa.

Le tecniche di propaganda più usate

Linguaggio ingiurioso: usare aggettivi od insulti nei confronti dei propri nemici od oppositori. Ad esempio i nazisti chiamavano ratti gli ebrei 1) mentre in Iran si rivolgono agli Stati Uniti come al grande Satana 2).

Utilizzo delle emozioni per distorcere la realtà ai propri fini : ad esempio fare ricorso alla paura o alla rabbia per influenzare una particolare causa od idea,

Se non comprate questo prodotto avrete questo problema. Se non mi votate andrà al governo Pinco Pallo che vi causerà questo, questo e quest’altro…”

Effetto carrozzone (in inglese bandwagoning che è il carro che trasporta la banda musicale): usato sia in politica che in pubblicità quando si dichiara che quasi tutti voteranno un determinato candidato oppure che un determinato oggetto pubblicizzato viene utilizzato dalla maggioranza della gente.

Manipolare a proprio favore dati od informazioni.

Fare promesse irrealizzabili.

Usare simboli o slogan (frasi memorabili facilmente memorizzabili) per rappresentare idee o concetti: ad esempio la svastica era, secondo i nazisti, il simbolo della purezza della razza ariana 3).

Utilizzare della gente comune per promuovere un’idea. Il significato è semplice cioè che se della gente comune segue quella determinata causa o persona significa che quella determinata causa o persona sono vere.

Utilizzare dei testimonial: se una persona famosa, una celebrità o semplicemente un professionista come ad esempio un dottore (tutte rispettate per il loro ruolo o professione) sostengono una determinata cosa allora significa che tale cosa sarà senz’altro giusta.

Usare associazioni positive: associare qualcosa di buono a qualcosa che non si conosce per far diventare buona anche quella cosa che non si conosce: ad esempio se un partito fa una campagna politica in cui vi è sempre presente la bandiera allora quel partito sarà percepito come patriottico.

Usare parole generiche ma che in sostanza non dicono nulla (lo vediamo tutte le sere nei talk show televisivi).

Usare stereotipi od opinioni astratte.

Fare vedere che qualcosa è esclusivo, solo per pochi.

Buona mente e ricordate che AudiMente lo leggono solo i più intelligenti.

Massimo

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Ascolta “La Psicologia della Propaganda” su Spreaker.

Giusto per riderci un po’ sopra ecco la canzone Propaganda di Colapesce, Dimartino e Fabri Fibra che direi che riassume molto bene il significato di propaganda..

Ricerche:

1) Rai TS, Valdesolo P, Graham J. Dehumanization increases instrumental violence, but not moral violenceProc Natl Acad Sci U S A. 2017;114(32):8511-8516. doi:10.1073/as.1705238114

2) Cappucci J. The ‘great Satan’ vs. the ‘mad mullahs’: how the United States and Iran demonize each otherCont Islam 2010;4:359–362. https://doi.org/10.1007/s11562-009-0108-9

3) Holocaust Encyclopedia. The History of the Swastika.


Massimo Lattes

Dopo aver completato gli studi in Statistica Economica e Sociale, mi sono specializzato nell'Analisi della Comunicazione Televisiva che mi ha portato a lavorare in gruppi editoriali come Il Sole 24 Ore, Rai, Mtv, Sky e Forbes. In parallelo ho iniziato ad interessarmi alla Psicologia e alla Sociologia, con il desiderio di comprendere meglio le persone dietro ai dati e ai numeri del cosiddétto "Audience" televisivo. Ho approfondito quindi le mie competenze in Psicologia attraverso studi, letture e partecipazioni a corsi e seminari. L'amore per questo argomento mi ha spinto a creare AudiMente - Audience della Mente -, uno spazio in cui condivido riflessioni sul Benessere e sulla Crescita Personale attraverso l’Analisi di Ricerche di Psicologia.