I credenti vivono meglio dei non credenti? Soffrono di meno? Sono più sereni ed ottimisti? Vivono più a lungo? Ecco cosa dice la scienza sulla religione.

Siate come l’uccello posato per un attimo su rami troppo fragili, che sente la fronda piegarsi e canta, tuttavia, sapendo di avere le ali.

(Victor Hugo)

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Religione, si grazie

Siamo tutti concordi nel sostenere che chi ha fede è certo che il credere nel suo Dio, qualunque esso sia, faccia assai bene alla sua anima, invece per quanto riguarda il suo corpo? La religione influisce sul benessere fisico oltre a quello spirituale?

Assolutamente si, quasi tutte le ricerche degli ultimi decenni sostengono infatti quanto le attività religiose siano direttamente correlate al benessere psico-fisico di chi le pratica.

Negli ultimi trent’anni sono state realizzate parecchie migliaia di ricerche aventi come tema appunto la relazione tra religione e salute ed una di queste, realizzata presso la Duke University School of Medicine, dal titolo “Religion, spirituality, and health: a review and update”, avente come capo progetto lo psichiatra americano – esperto di religioni – Harold Koening, ne ha analizzate più di 3000 evidenziandone i tratti in comune.

Ebbene il 79% delle ricerche analizzate da Koening e collaboratori conferma infatti l’esistenza di una correlazione diretta tra benessere e religione ed addirittura il 68% di esse evidenzia come le persone religiose vivano più a lungo di quelle non religiose.

Per andare più nel dettaglio, una ricerca realizzata presso la Medical University of South Carolina che ha seguito per 8 anni 8450 volontari tra i 40 e 90 anni, ha scoperto che i credenti che frequentavano la propria comunità religiosa per un giorno alla settimana avevano il 18% di probabilità in meno di morire in quel periodo mentre coloro che la frequentavano più di un giorno ne avevano addirittura il 30%.

Ma non solo, infatti le persone che partecipano ad attività religiose sono più ottimiste ed hanno anche migliori valori della propria pressione arteriosa (vedi intervista allo psichiatra Harold Koening).

A proposito di malattie, le persone affette da tumore che dichiarano di credere in Dio, affrontano meglio le terapie oncologiche a cui si sottopongono e soffrono anche di meno vedi ricerca presso il Moffitt Cancer Center di Tampa in Florida.

Ed ancora le persone credenti dormono meglio e più a lungo vedi ricerca presso The University of Arizona.

Come mai tutti questi benefici?

Una ricerca presso la Stanford University dal titolo “Spirituality, religion, and health: What’s the deal? ha provato a dare una spiegazione, anzi addirittura tre, ma vediamole nel dettaglio:

1) Abitudini di vita più salutari

Molte religioni incoraggiano a prendersi cura della propria salute fisica oltre a quella spirituale ma non solo, infatti il semplice muoversi ed uscire di casa per raggiungere la propria comunità è già di per sé un toccasana. Inoltre tutte le religioni dalla cristiana alla induista passando per l’islamica, la buddista e l’ebraica ci indicano quali e quanti cibi mangiare e quali invece evitare, come anche quando e come fare i digiuni ed ovviamente anche tutto questo non potrà che far del bene alla nostra salute.

2) Accettare le avversità

Affrontare le avversità della vita avendo una fede religiosa ci aiuta ad affrontarle meglio. Infatti credere che Dio ci sia vicino e che tutto sia nelle sue mani (per intenderci la Divina Provvidenza tanto decantata dal Manzoni nella sua magnifica opera letteraria) ci fa essere meno stressati perché sarà Dio a prendersi sempre cura di noi, nel bene ma soprattutto nel male.

3) Supporto sociale

Sentire la vicinanza degli altri appartenenti alla nostra comunità ci fa sentire meno soli. Quasi tutte le comunità religiose provvedono infatti ad aiutare i più bisognosi e malati ed ne abbiamo parlato più di una volta quanto la solitudine sia una delle maggiori cause di morte.

Non è detto però che un ateo o un agnostico non possano seguire delle sane abitudini di vita, oppure gestire bene lo stress durante le avversità come anche circondarsi di un buon supporto sociale ma è sempre vero che quando si frequenta una comunità religiosa tutto ciò avviene in modo semplice e naturale.

Come è anche vero che chi è molto religioso e combatte con il proprio credo su alcuni temi a lui cari soffrirà molto sperimentando parecchio stress ed ansia vedi ricerca presso la Bowling Green State University.

Ma non finisce qui infatti i ferventi credenti che in un momento di debolezza compiono dei peccati ed errori si sentiranno molto in pena soffrendo molto vedi ricerca presso la Ball State University. Per non parlare poi dei terroristi che in virtù dell’estremizzazione del loro credo religioso arrivano al punto di cercare il martirio commettendo stragi di innocenti.

Non si può quindi semplificare sostenendo che la religione sia sempre buona per la propria salute, in linea generale però come abbiamo visto, la religione è una sorta di corazza che ci aiuta a vivere meglio e più a lungo.

Buona mente

Massimo

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Massimo Lattes

Dopo aver completato gli studi in Statistica Economica e Sociale, mi sono specializzato nell'Analisi della Comunicazione Televisiva che mi ha portato a lavorare in gruppi editoriali come Il Sole 24 Ore, Rai, Mtv, Sky e Forbes. In parallelo ho iniziato ad interessarmi alla Psicologia e alla Sociologia, con il desiderio di comprendere meglio le persone dietro ai dati e ai numeri del cosiddétto "Audience" televisivo. Ho approfondito quindi le mie competenze in Psicologia attraverso studi, letture e partecipazioni a corsi e seminari. L'amore per questo argomento mi ha spinto a creare AudiMente - Audience della Mente -, uno spazio in cui condivido riflessioni sul Benessere Psicologico e sulla Crescita Personale attraverso l’Analisi di Ricerche di Psicologia.