C’è chi riesce ad avere buoni rapporti con amici, colleghi e parenti e chi invece no, ma perché? Tutto merito di una profezia che si auto avvera; ecco come sfruttarla al meglio per dare una spinta alle nostre relazioni.

Se tu mi piaci allora io ti piaccio quindi tu mi piaci un poco di più e per questo motivo io ti piacerò ancora di più e perciò tu mi piacerai molto molto di più.

Punto!!

Potrei chiuderlo già qui l’articolo.

Indice

Farsi piacere per piacere

Ma che succede? Vi siete persi in questo giro di parole vero?

In realtà è più semplice a farsi che a dirsi, ma riproviamoci: se volete costruire una relazione di qualunque genere (amorosa, amichevole o professionale) allora non abbiate pregiudizi e fatevi piacere la persona con cui volete legare (senza guardare troppo per il sottile i suoi difetti) e vedrete che pian pianino inizierete a piacere anche voi a lei e allora quella persona vi piacerà ancora di più perché noterete che le piacete e più questa persona se ne accorgerà e più voi le piacerete e così via.

Lo so, lo so sembrerebbe un po’ superficiale ed anche banale, ma è un processo alla base di quasi tutte le relazioni sociali tra esseri umani.

È infatti impossibile creare relazioni se le due parti non si piacciano a vicenda (ovviamente non devono essere relazioni basate su altri tipi di interessi vedi sessuali, economici, di sfruttamento etc. etc.). E mi raccomando non barate e non mentite a voi stessi; quella persona vi deve piacere per davvero altrimenti se ne accorgerà e voi non le piacerete e questo processo “magico” non si attiverà mai.

E’ un processo neurologico

Una ricerca presso la facoltà di neuroscienze della Columbia University ha infatti scoperto che quando conosciamo o frequentiamo qualcuno che ci piace nel nostro cervello si attivano una serie di processi neurologici legati alla ricompensa e al piacere ma non solo. Infatti la cosa bella è che anche l’altra persona che abbiamo di fronte, percependo inconsciamente queste nostre sensazioni di piacere, attiverà lei stessa i medesimi processi di ricompensa e proverà a sua volta piacere nello stare con noi.

Quindi più noi abbiamo piacere di vedere qualcuno, più staremo bene, e più staremo bene più quel qualcuno lo percepirà e più starà bene con noi, e più lui starà bene più noi staremo bene con lui e più noi e lui ci legheremo.

I ricercatori hanno infatti scoperto che una volta avviato questo processo neurologico legato alla ricompensa (molto simile alla ricompensa da dipendenze) il legame diventerà sempre più solido creando relazioni profonde e durature.

Una profezia che si auto avvera

Insomma questa del piacere per farsi piacere non è altro quello che in sociologia viene chiamata profezia che si auto avvera (una supposizione o profezia che, per il solo fatto di essere stata espressa, si realizza). Non c’è nulla di magico ma è semplicemente questo: quando noi pensiamo di piacere a qualcuno allora saremo più gentili verso quel qualcuno e, di conseguenza, piaceremo veramente di più a quel qualcuno (che è un po’ anche quello che sta dietro a quella “cosa” che chiamiamo fortuna).

Se invece pensiamo di non piacere allora saremo più freddi e finiremo con il non piacere per davvero.

Tutto qui.

Semplice vero.

È una profezia che si auto avvera del piacere per farsi piacere perché se prevediamo di piacere allora piaceremo per davvero se invece no, allora non piaceremo affatto!! Qualcosa di simile vale anche per quando dormiamo male.

Una ricerca presso l’Università di Waterloo ha dimostrato che più gentili siamo più piaceremo e che bastano solo 30 secondi di gentilezza per farci giudicare come persone piacevoli e da frequentare. Infatti quando ai volontari dello studio era stato detto che piacevano alle persone che gli sarebbero state presentate allora si comportavano più gentilmente finendo per piacere davvero. Invece quando gli veniva detto che non piacevano affatto allora i volontari si comportavano in maniera più distaccata non facendosi per niente ben volere. Per questo motivo i ricercatori affermano che i cosiddetti ottimisti sociali, cioè coloro che pensano di piacere e non hanno problemi a conoscere persone nuove, il più delle volte finiscono per piacere davvero. Invece i pessimisti sociali, cioè coloro che si presentano in maniera più fredda, non saranno mai accettati e finiranno quasi sempre con il non piacere instaurando poche relazioni sociali.

E questa non è altro che una profezia che si auto avvera ma al contrario, cioè la profezia del rifiuto per farsi rifiutare.

E vale anche per la felicità, infatti più pensiamo che dobbiamo essere felici a tutti i costi e più aspettative abbiamo in merito, meno saremo felici.

Ottimisti sociali, si grazie

Se facciamo parte della schiera dei pessimisti sociali ma vogliamo conoscere più persone allora possiamo fare un semplice esercizio.

Un esercizio che può aiutarci a ridurre le nostre insicurezze e farci diventare un pochino più social. Ma qual è?

Ecco un esercizio per farci piacere

Quando incontriamo qualcuno con cui vogliamo approfondire la conoscenza facciamocelo piacere – indipendentemente da tutto -, cioè cerchiamo qualcosa in lui che ci piace e sicuramente anche noi inizieremo a piacere a quella persona e come per incanto si attiverà la profezia auto avverante del piacere per farsi piacere e la relazione prenderà il volo.

Questo è quello che hanno scoperto alcuni ricercatori dell’Università Victoria dopo aver fatto fare per 4 settimane questo esercizio ad un campione di cosiddetti “pessimisti sociali”.

Molto meglio quindi essere ottimisti.

Buona mente ed ottimismo suvvia.

Massimo

Immagine Credit: Matrimonio Egle-Luca Trapani 2016 (bella la foto vero?). In quel matrimonio noi invitati non ci conoscevamo ma ci siamo piaciuti tutti fin da subito e ,come per magia o meglio per profezia autoavverante, ci siamo divertiti


Massimo Lattes

Dopo aver completato gli studi in Statistica Economica e Sociale, mi sono specializzato nell'Analisi della Comunicazione Televisiva che mi ha portato a lavorare in gruppi editoriali come Il Sole 24 Ore, Rai, Mtv, Sky e Forbes. In parallelo ho iniziato ad interessarmi alla Psicologia e alla Sociologia, con il desiderio di comprendere meglio le persone dietro ai dati e ai numeri del cosiddétto "Audience" televisivo. Ho approfondito quindi le mie competenze in Psicologia attraverso studi, letture e partecipazioni a corsi e seminari. L'amore per questo argomento mi ha spinto a creare AudiMente - Audience della Mente -, uno spazio in cui condivido riflessioni sul Benessere Psicologico e sulla Crescita Personale attraverso l’Analisi di Ricerche di Psicologia.