Come mai ci fanno più male i ricordi negativi e le critiche rispetto ai complimenti?

Come riuscire a dare il giusto peso alle critiche?

Con Marco quando ci vediamo ricordiamo i bei tempi liceali quando in sella alle nostre Vespe 50 a marce scorrazzavamo su e giù per Milano un po’ come nella canzone dei Lùnapop.

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Ricordiamo sempre i brutti momenti

Chissà come mai, però, che più che delle belle avventure parliamo quasi sempre di quelle meno piacevoli, quando ad esempio siamo caduti oppure di quella volta che ci ha fermato la polizia od ancora quando volevano rubarci le Vespe.

Nonostante siano di gran lunga di più le belle esperienze io e Marco torniamo sempre a raccontarci quelle brutte.

Ecco cosa dice la scienza

Ma come mai?

“Questa è in generale una tendenza di tutti”

dice il dottor Clifford Nass, professore presso la Stanford University, nel suo libro “The Man Who Lied to His Laptop: What Machines Teach Us About Human Relationships”.

Il cervello elabora le informazioni positive e negative in due emisferi diversi; generalmente le emozioni negative impiegano più energia per essere processate e quindi creano più pensieri rispetto a quelle positive”.

Roy F. Baumeister professore di Psicologia Sociale presso l’Università della Florida in una ricerca del 2001 così scrive:

Cattive emozioni, cattivi parenti e cattivi ricordi hanno un impatto maggiore rispetto a quelli buoni. Infatti sono più veloci a formarsi ma più lenti ad andar via”.

Il professor Baumeister ha anche scoperto che perder soldi, essere abbandonato da amici o fidanzati e ricevere delle critiche ha un impatto maggiore rispetto a vincere dei soldi, farsi dei nuovi amici o ricevere delle lodi.

Ma esiste la fortuna?

..Abbiamo chiesto a dei volontari intorno ai 50 anni cosa si ricordavano di quando erano bambini ed abbiamo notato che erano preponderanti i brutti ricordi anche per quegli adulti che avevano dichiarato che le loro infanzie erano state felici”

aggiunge il professore.

Per tutto questo ci sarebbe una spiegazione di carattere evolutivo sostiene il dottor Baumeister:

Coloro che sono più legati alle cose negative sarebbero quelli che avrebbero più possibilità di cavarsela e sopravvivere e quindi avrebbero più probabilità di tramandare i loro geni”.

In una ricerca durata parecchi mesi presso l’Harvard Business School la professoressa Teresa M. Amabile (capo ricerca) aveva chiesto a 238 professionisti tra cui manager, dirigenti di aziende ed imprenditori di tenere un diario quotidiano. Su tale diario i professionisti dovevano segnare tutto quello che accadeva nella giornata e dare un voto agli eventi (belli e brutti) accaduti.

Ecco perché conviene scrivere un diario.

Dopo aver analizzato più di 12.000 eventi, la professoressa Amabile ha notato che i pensieri negativi causati da un un evento negativo si trascinavano per più giorni rispetto a quelli positivi legati ad eventi piacevoli.

Le critiche sono per sempre

Ecco perché la dottoressa Amabile è convinta che chiunque gestisca delle persone (e vale anche per i genitori) dovrebbe essere informato di questo fenomeno e nel momento in cui i suoi collaboratori, dipendenti (o figli) fanno degli errori, dovrebbe imparare a criticare in modo costruttivo senza dare troppo addosso.

Gestire una famiglia come un’azienda.

Il professor Clifford Nass sostiene che la maggior parte delle persone può ricevere una sola critica alla volta, di più ne va del benessere psicologico di quella persona.

Ecco perché il professor Clifford Ivar Nass introduce il cosiddetto panino delle critiche cioè quando bisogna fare delle critiche bisognerebbe preparare un panino (farcito d critiche e complimenti) cioè: fare dei complimenti quindi critiche e finire il tutto con qualche altra buona parola.

Complimenti o critiche ai figli?

Anche il professor Nass tira in ballo i genitori sostenendo che oggigiorno tutti i genitori tendono a lodare i propri figli quando sono piccoli – troppo e per troppe cose futili e questo è estremamente sbagliato. Infatti questo atteggiamento troppo compiacente nei confronti dei figli non gli farà sviluppare la capacità di accettare e superare le critiche e quando questi saranno adulti soffriranno molto ed avranno problemi.

Ecco 10 regole per avere figli felici.

Come combattere le critiche

Ma come facciamo a mandar via i pensieri negativi legati alle critiche?Con il chiodo schiaccia chiodo infatti il professor Baumeister sostiene che i pensieri positivi sono in grado di allontanare quelli negativi infatti scrive:

“Più pensieri positivi sono in grado di scacciare un pensiero negativo, per la precisione ci vogliono 5 positivi per scacciarne 1 negativo”.

Ecco perché il professor Baumeister consiglia di fare un elenco in cui mettere tutti gli elogi e complimenti che abbiamo ricevuto (inserire anche le mail messaggi e quant’altro di positivo abbiamo) ed ogni qualvolta riceviamo una critica suggerisce di andare a leggerlo.

Buona mente e mi raccomando buon elenco.

Massimo


Massimo Lattes

Dopo aver completato gli studi in Statistica Economica e Sociale, mi sono specializzato nell'Analisi della Comunicazione Televisiva che mi ha portato a lavorare in gruppi editoriali come Il Sole 24 Ore, Rai, Mtv, Sky e Forbes. In parallelo ho iniziato ad interessarmi alla Psicologia e alla Sociologia, con il desiderio di comprendere meglio le persone dietro ai dati e ai numeri del cosiddétto "Audience" televisivo. Ho approfondito quindi le mie competenze in Psicologia attraverso studi, letture e partecipazioni a corsi e seminari. L'amore per questo argomento mi ha spinto a creare AudiMente - Audience della Mente -, uno spazio in cui condivido riflessioni sul Benessere e sulla Crescita Personale attraverso l’Analisi di Ricerche di Psicologia.