Tinder ci aiuta a trovare, in poco tempo e senza troppe smancerie, un lui o una lei proprio come li abbiamo sempre desiderati: belli, in forma ed affascinanti. Ma siamo sicuri che per farci innamorare serva soltanto la grande bellezza?

Stando ad un precedente articolo il romanticismo sembrerebbe proprio in decadenza e il principe azzurro passato di moda.

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Oggigiorno infatti tra lavoro, aperitivi e palestra abbiamo poco tempo da dedicare alla ricerca dell’anima gemella e quindi ancora meno al corteggiamento che invece – come si dimostrerà più avanti – è il pilastro su cui si dovrebbe fondare ogni relazione di coppia.

Amore usa e getta

Si vuole tutto e subito, infatti là fuori ci sono così tante possibilità che non aspettano altro che noi e quindi perché soffermarci e accontentarci solo di una quando ne possiamo avere molte?

Viviamo nella cosi detta epoca del “relationshopping” o “amore consumistico” dove i potenziali partner sono accatastati uno di fianco all’altro su uno scaffale dove si scelgono solo i prodotti/partner che hanno la confezione più bella.

“Benvenuti nel supermercato virtuale Tinder”

Vado a fare la spesa su Tinder

Non che prima dell’arrivo di Tinder l’aspetto esteriore non contasse nulla, da sempre infatti l’attrazione fisica ha avuto un ruolo predominante nella nascita di una coppia.

Prima di Tinder (ma più in generale prima di tutti i social) il piacersi fisicamente era però solo l’inizio di un percorso che serviva per conoscersi meglio. Tutto iniziava con un primo appuntamento e poi mazzi di fiori, sorprese, regali, farfalle nello stomaco, telefonate, sospiri, pensieri, sguardi fino a quando uno dei due, facendosi coraggio, si faceva avanti e bam il gioco era fatto (cosa è in grado di darci l’amore e perché ci fa così tanto bene??).

Ora invece nell’epoca “Tinderiana” sembrerebbe proprio che la grande bellezza sia prerequisito necessario affinché due persone inizino a frequentarsi.

Ma durerà?

Sembrerebbe proprio di no infatti una ricerca condotta su 4000 persone presso l’università del Michigan  ha evidenziato come  le coppie nate on line abbiano più probabilità di scoppiare rispetto a quelle che invece si sono conosciute di persona alla vecchia maniera; i ricercatori sono convinti che questo avviene perché il corteggiamento dal vivo serve a legare ed amalgamare di più la coppia.

Ma allora perché ci ostiniamo a cercare a tutti i costi partner sempre più belli, affascinanti e con gli addominali scolpiti?

Perché lo usiamo e cosa è

Una ricerca dell’Università del North Texas, condotta su 1500 volontari, ha scoperto che chi utilizza Tinder è altamente insoddisfatto del proprio corpo ecco perché tenderebbe continuamente a giudicare se stesso e gli altri solo in base all’aspetto fisico.

Inoltre si è anche scoperto che gli uomini che utilizzano Tinder hanno una bassa autostima.

Ma cos’è Tinder?

E’ una applicazione per appuntamenti nata nel 2012 in cui ci si iscrive inserendo nome, sesso ed età e soprattutto si caricano tante foto (vere?!) e cosa ancora più importante si dichiara cosa si sta cercando quindi l’età e il sesso del potenziale partner, insomma come al supermercato vogliamo sapere bene gli “ingredienti e data di scadenza” dei prodotti/partner che vogliamo acquistare.

A questo punto Tinder geo-localizza il nuovo utente e lo abbina ad altri utenti nella stessa zona che stanno cercando un prodotto/partner con quella e precisa etichetta (ingredienti e data di scadenza).

Ora bisogna solo decidere se la foto della persona propostaci da Tinder ci piace e ci incuriosisce e allora in questo caso le mettiamo un bel cuoricino verde, se invece non ci piace le mettiamo una X rossa e non se ne parla più. Se anche l’altro utente dichiara di apprezzarci con un cuoricino verde allora il gioco è fatto e scatta “It’s a Match” e ci si può quindi iniziare a messaggiare.

Ogni giorno su Tinder vi sono più di 50 milioni di utenti attivi che fanno un miliardo di “sweep” (il gesto del dito del si mi piace o no non mi piace) ma nonostante questi numeri solo il 12% diventa un “It’s a Match” in cui le persone si piacciono ed entrano in contatto, ma chissà quante di queste si incontreranno dal vivo?

Hanno ragione i ricercatori, forse siamo troppo esigenti o forse troppo fissati dell’aspetto esteriore.

Aspetto esteriore a parte volete conoscere le domande che vi faranno e lo/la faranno innamorare di voi già dal primo appuntamento?

I ricercatori dell’Università del North Texas hanno anche evidenziato come, dopo un po’ di tempo che si utilizza Tinder, si inizino ad instaurare relazioni “spersonalizzate ed anonime”. Infatti dopo un po’ ci si dimentica di relazionarsi con persone reali e ci si comporta come se si stesse giocando ad un videogioco in cui bisogna salire di livello per cercare freneticamente partner sempre più belli, insomma sembrerebbe proprio che le farfalle abbiano deciso di volare via dallo stomaco.

Buona mente e mi raccomando meno foto con addominali.

Massimo

p.s. da buon sperimentatore ho provato Tinder per una settimana ed è stato molto interessante a livello sociale, ma questa è un altra storia e forse anche articolo.

p.p.s. x Mavi88, quella cioccolata con panna l’avrei mangiata volentieri.

Image Credit: Nathan Rupert

 

 


Massimo Lattes

Dopo aver completato gli studi in Statistica Economica e Sociale, mi sono specializzato nell'Analisi della Comunicazione Televisiva che mi ha portato a lavorare in gruppi editoriali come Il Sole 24 Ore, Rai, Mtv, Sky e Forbes. In parallelo ho iniziato ad interessarmi alla Psicologia e alla Sociologia, con il desiderio di comprendere meglio le persone dietro ai dati e ai numeri del cosiddétto "Audience" televisivo. Ho approfondito quindi le mie competenze in Psicologia attraverso studi, letture e partecipazioni a corsi e seminari. L'amore per questo argomento mi ha spinto a creare AudiMente - Audience della Mente -, uno spazio in cui condivido riflessioni sul Benessere Psicologico e sulla Crescita Personale attraverso l’Analisi di Ricerche di Psicologia.

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