Come sono riusciti i nostri nonni a far durare il matrimonio per 30, 40 ed anche 50 anni? Comunicando molto, conoscendosi profondamente, sapendo che il matrimonio era per sempre e che l’unione faceva la forza, ed anche perché avevano più interessi in comune.

Precedentemente si erano già evidenziati alcuni aspetti su come gestire una relazione affettiva affinché potesse durare nel tempo; ora 700 nonni ci danno alcuni consigli su come vivere per sempre felici, contenti e…sposati.

Infatti una ricerca pubblicata sulla rivista online Cornell Chronicle” dal titolo: Cornell Marriage Advice Project condotta dal Dottor Karl Pillemer – vedi anche il libro 30 Lessons for Loving: Advice from the Wisest Americans on Love, Relationships, and Marriage – ha evidenziato, grazie ad una maxi ricerca con persone sposate da più di trentanni, l’esistenza di regole che possono aiutare un matrimonio a durare nel tempo.

Indice

Cosa ci insegnano i nostri nonni

Il gerontologo, Dottor Karl Pillemer, infatti così spiega:

Piuttosto che concentrarci su un piccolo numero di individui il nostro obiettivo è stato quello di sfruttare la cosiddetta saggezza popolare; infatti abbiamo intervistato un ampio numero di persone sposate da parecchi anni” .

Il Dottor Pillemer, insieme ai suoi collaboratori dell’Università Cornell nello Stato di New York, ha condotto la più grande ricerca (700 volontari) mai effettuata negli Stati Uniti avente come oggetto il matrimonio. L’età media degli intervistati era di 77 anni con una durata media di matrimonio di 44 anni (una coppia, lui di 101 e lei di 98 anni, erano sposati da ben 76 anni). A tutti gli intervistati vennero chiesti i pro e i contro dei loro matrimoni, quali fossero i motivi per cui erano durati così a lungo, quali fossero le qualità del partner e molte altre informazioni solo e esclusivamente relative ai loro matrimoni.

Una volta incrociati ed analizzati i dati i ricercatori si resero conto che quasi tutti gli intervistati avevano dato le stesse motivazioni sul perché i loro matrimoni fossero durati nel tempo ed erano le seguenti:

La comunicazione prima di tutto

La maggior parte degli intervistati ammise che il segreto del loro matrimonio duraturo era il continuo dialogo con il partner.

Anche se a volte risulterebbe più facile e meno doloroso evitare di parlare, imparare a comunicare con il cuore e non con la mente è il vero collante di una coppia.

Ma chi sei? Non ti conosco bene

Gli intervistati che si erano sposati troppo giovani avevano detto che era stato un errore sposarsi da giovani perché non avevano conosciuto bene il partner.

Infatti tutti gli intervistati consigliano di frequentarsi per un po’ prima di sposarsi affinché ci si conosca un po’ meglio e di continuare a farlo anche dopo il matrimonio perché… non si finisce mai di conoscersi.

Finché morte non ci separi

Non siamo obbligati a sposarci se non lo vogliamo. Il matrimonio è una scelta volontaria e nel caso si prenda questa decisione deve essere…per sempre.

Non ci si deve sposare avendo in mente che appena le cose vanno male, oppure quando finisce la passione ci si separa.

Essere uniti nella buona e cattiva sorte

Una volta saliti sull’altare si diventa un’unica entità.

Non significa che bisogna condividere tutte le piccole cose, anzi un po’ di autonomia e indipendenza sono importanti (ammettono gli intervistati), ma le difficoltà, le malattie e i problemi vanno condivisi per poterli affrontare al meglio e superarli; vale lo stesso anche per le gioie infatti ridere insieme è l’elisir di lunga durata per un matrimonio.

Gli opposti si attraggono ma non durano

Il Dottor Karl Pillemer afferma infatti che:

E’ difficile per tutti sposarsi, tutti gli anziani intervistati lo ammettono, ma è più facile farlo con quelli con cui condividiamo interessi ed abbiamo molte idee in comune come ad esempio la religione, l’educazione dei figli o la gestione del patrimonio famigliare”.

Buona mente e buon matrimonio.

Massimo

Image Credit: Kerri Polizzi

 

 


Massimo Lattes

Dopo aver completato gli studi in Statistica Economica e Sociale, mi sono specializzato nell'Analisi della Comunicazione Televisiva che mi ha portato a lavorare in gruppi editoriali come Il Sole 24 Ore, Rai, Mtv, Sky e Forbes. In parallelo ho iniziato ad interessarmi alla Psicologia e alla Sociologia, con il desiderio di comprendere meglio le persone dietro ai dati e ai numeri del cosiddétto "Audience" televisivo. Ho approfondito quindi le mie competenze in Psicologia attraverso studi, letture e partecipazioni a corsi e seminari. L'amore per questo argomento mi ha spinto a creare AudiMente - Audience della Mente -, uno spazio in cui condivido riflessioni sul Benessere Psicologico e sulla Crescita Personale attraverso l’Analisi di Ricerche di Psicologia.

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